mercoledì, 30 luglio 2008, 12:39
Siete percaso alla ricerca di qualcosa? Volete fittare una camera? Vendere un computer? Comprare una moto usata? Regalare un cucciolo? Pubblicizzare un evento? Manifestare un dissenso?
Bene, sicuramente saprete come raggiungere al meglio il vostro obiettivo e, armati di carta e penna, o magari organizzati perfino con volantini photoshoppati e fantasmagorici, ve ne andrete ad attaccare tutto ciò su qualunque superficie possibile.
Benissimo, ottima idea.
Un consiglio, però: non perdete tempo con le bacheche lungo il corridoio del piano terra della Facoltà di Ingegneria, si proprio quello con l'entrata accanto al bar e dove ci sta il bancomat della Banca Popolare di Bari: il vostro volantino non durerebbe più di due-tre giorni al massimo.
E si, perchè un solerte ometto che ogni tanto scorazza sulla macchinina-pulitrice, la sera si preoccupa di liberare accuratamente tutte le bacheche di quel piano. All'inizio, quando ho notato che erano sempre vuote, ho apprezzato l'intervento, e l'ho subito associato a lui, che spesso, quando vado via a sera inoltrata, gentilmente impedisce l'uscita da quel corridoio, lavato di fresco e col pavimento non ancora asciutto, e guida le persone in quello parallelo (che in realtà puzza di mensa). Col tempo però ho notato che tale meticoloso e zelante ometto non si limita ad eliminare manifesti ormai scaduti e bandi oltrepassati ed eventi di cui già si è persa memoria, ma toglie proprio tutto, anche quello che ancora non è successo.
E' così, se ne sta lì, alto e magro com'è, impalato, nella sua tuta verde, pallido che fa impressione e con gli occhi celesti in cui si riflette il suo pallore. Le orecchie a sventola e l'aria autoritaria, che però lascia trasparire un senso di gentile rispetto mentre pasticcia con le parole ed una sera dice ciao, l'altra ancora si rivolge con il voi, blocca la strada incastrando il manico di scopa tra le porte, e si trascina camminando a papera mentre aspetta che finisca il turno. E' uno snorki.
Ha un'aria familiare, ed è rassicurante trovarlo lì, con quella sua faccia buona, che mi fa pensare che anche alle nove di sera posso stare tranquilla se sono sola e tutte le luci del corridoio sono spente e le porte tutte chiuse.
Quell'aria familiare, però, pensa e ripensa, un senso ce l'ha: una vecchia foto di un carnevale ai tempi della scuola materna in cui col mio vestito da puffetta facevo il girotondo con i compagni, e tenevo per mano proprio lui. Lo snorki che stacca i volantini.
Permalink *
commenti (4)
*
commenti (4)(popup)