giovedì, 19 giugno 2008, 10:11
Che questo posto non sia adibito a cronaca è una questione, ma che certi eventi debbano superare ogni confine ed essere condivisi e peraltro messi nero su bianco così da essere fatti e non solo parole è un'altra questione.
Ecco dunque che mi appresto a mettere giù due parole su quello che qualche giorno fa mi è successo. Si, in effetti un evento. L'esame più brutto, lo scoglio più alto ed appuntito, ma pieno di muschio e scivolosissimo, l'incubo degli incubi. Tutto questo è archiviato. Ed è successo così, mentre fuori dallo studietto dicevo che non volevo farlo e mi hanno spinto a forza ad entrare e a sedermi ed io l'ho detto che non volevo farlo a quell'ingegnere così perfetto che non ci si crede quasi, ed ho insistito, anche mentre rispondevo - male - alle domande - semplici - che mi poneva. E mi ha costretto a restare e bè se ho un esame in meno - quell'esame in meno - devo ringraziare pure chi c'era con me e lo faceva e con quello chiudeva un'epoca - il nostro studio insieme -.
La realtà è che ho preso un voto bassissimo - ma nemmeno così basso - ed io non volevo accettarlo, ma non era un problema di voto. E' che quell'esame così brutto che ho sostenuto...io me ne vergogno, non è stato onesto andare lì così (e peraltro, lo giuro, sapevo molto di più di quello che sono riuscita a dire), non è stato giusto nei confronti di chi lavora ogni giorno e alla lavagna da' il meglio. Ecco quello che penso.
Poi vabbè, ora è archiviato!
E passata la bufera, quello che resterà è una foto rubata in quel laboratorio polveroso e caldo e l'Adone che, esaminateci e buttateci fuori dal suo studietto ci ha richiamato dicendo "E che devo fare, mi devo consultare da solo?" o qualcosa del genere.
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