mercoledì, 30 aprile 2008, 08:40
stress, conneries


Il cielo azzurrissimo stamattina dovrebbe essere il preludio di una lunga, intensa e godereccia giornata. Dopo la sua laurea, finalmente oggi si festeggia.
Prima di arrivarci, però, bisogna recuperare le chiavi, che ho perso, del laboratorio, organizzare il tutto per il regalo (mica facile, si sappia: un botto di soldi e boh), finire quello che stavo finendo, evitare di fare danni tra persone, salutare mentalmente lei che sta proprio per lasciare l'Italia, etc etc etc.

(vabbè c'avevo qualcosa da dire ma mi sono distratta: su Italia1 passava la pubblicità di una Barbie-sirena che sott'acqua cambia colore dei capelli o una cosa simile, e io per queste cose subisco il fascino eh :D )

update: talmente scoordinata che non ho nemmeno formattato il post.

update #2: sono in laboratorio, le mie chiavi non ci sono, il prof mi ha fatto il cazziatone e boh. Fra un pò verrà pure a piovere, ecco
.

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martedì, 22 aprile 2008, 08:48
specchio


Voglio darti l'abbraccio fraterno del samurai.
Quelle parole ebbero su di me un effetto atroce.
Ero così felice di rivedere quel ragazzo,
ma in quell'istante fui sopraffatta all'improvviso
da un'emozione insopportabile.
Mi buttai tra le sue braccia
per nascondere le lacrime che mi salivano agli occhi.
Lui mi strinse, io ricambiai la stretta.
veva trovato le parole giuste. […]
Eravamo dunque questo, Rinri e io:
l'abbraccio fraterno del samurai.
Tanto più bello e più nobile di una stupida storia d'amore.
Amélie Nothomb, Nè di Eva, nè di Adamo



Di tutto quello che avrei da dire, di tutte le cose che penso, di tutti i sentimenti confusi che provo, forse in quelle pagine ho trovato le migliori  parole che io possa pronunciare.  Le scelte sono difficili, e non mi basta l'ELECTRE che ho imparato ad usare per affrontarle. Ogni volta, non so soppesare le cose. Ogni volta, ho bisogno di ripensarci e tornare indietro e ripetere i miei ragionamenti, i ragionamenti alla Lu', e non sapere mai se sono giusti. Poi, aspetto all'altro capo del telefono che si decida per me, ma in questa libertà che mi è stata data - ed ad un certo punto ho smesso di vedere - ogni scelta è mia, e devo esserne responsabile. E' doloroso, è necessario. E' stato il tempo di decidere dopo tutte le tisane che ho bevuto.

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lunedì, 21 aprile 2008, 09:09
stress, conneries, cliché


I calzini sono sempre al contrario. E me ne accorgo dopo averli infilati. Quando sono in ritardo, ovviamente.

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giovedì, 17 aprile 2008, 00:04
mymovies


Non pensarci mi è piaciuto. A tratti ho faticato a smettere di ridere, e Mastandrea è spettacolare. Poi, però, un'amarezza profonda, perchè è così profondamente vero che sono le bugie a rendere la vita migliore, e la verità, invece, quella è sempre difficile, inaspettata, dolorosa. Forse basta l'affetto per viverla, ma forse no.

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mercoledì, 16 aprile 2008, 14:17
conneries


Sto andando a fare il caffè e bere la pipi.
Nell'ordine inverso

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martedì, 15 aprile 2008, 23:38
stress, conneries, cliché


Mia madre perde gli occhiali di continuo.

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sabato, 12 aprile 2008, 13:44
conneries


La notizia buona è che mi hanno accettato un abstract.
La cattiva. Bè, non è che devo scrivere l'articolo, ecco.
Vabè, tornerò.

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lunedì, 07 aprile 2008, 21:28
report, boulevard parisien


Di quel ragazzo con li occhi chiari che gridava e sul suo zaino chiedeva dove va il mondo, e di quel signore che alzava il pugno e poi osservava che avevo freddo, di quella donna a cui hanno tolto la bandiera.



Di quel gruppo che si é infilato nel cantiere e da li' ha issato la sua bandiera, di quella ragazza che non aveva più voce e continuava ad urlare forte -liberté d'expression liberté d'expression-



Di quella bandiera che ha sventolato da una finestra dell'Hotel de Ville

 

E di quel flic scortese -qu'est-ce que vous voulez, c'est notre travail - e di tutti quegli altri armati fino all'osso che correvano di qua e di là.



Di tutto questo ho osservato oggi e sono triste.

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lunedì, 07 aprile 2008, 10:04
specchio, boulevard parisien


Salvo in caso di crimine ignobile, non capisco la rottura.
Dire a qualcuno che é finita é brutto e falso.
Non é mai finita.
Anche quando non si pensa più a qualcuno, come dubitare della sua presenza dentro di sé?
Una persona che ha contato qualcosa conta per sempre.

Amélie Nothomb, Né di Eva, né di Adamo

Partire ad Aprile é salutare. Il paesaggio é verde. Il verde rigenera. E' che mi fa pensare che se la natura é capace ogni volta di tornare cosi', rilucente, bé, allora ogni cosa puo' tornare al suo posto e niente in fondo é difficile.
Come dire, vivere di speranza e di tisane, nel frattempo.
E poi, quella linea di confine tra cielo e mare segnata soltanto dalla scia di una barca e delle parole che no, non me l'aspettavo, hanno messo in ordine i miei pensieri. E la penna che avevo dimenticato e la carta che non era abbastanza.
E questa città, col cielo che sconfina alla fine di Place de Clichy e le due signore che mi seguono fedelmente ed il corridoio della 14 che é sempre quello. Stesso odore, stesso vento. Stesso sorriso.

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giovedì, 03 aprile 2008, 20:02
conneries


Giusto perchè non ho un gran che da dire (se non che sabato me ne vo' a respirare un pò d'aria oltralpe, e ringraziamo che c'ho la carta prepagata vuotissima e - per ora -  nessun'altra fonte di finanziamento se non i 200€ messi da parte per pagare l'ultima rata dell'università (sigh sob) e che il 26'compleanno tutto sommato è andato bene, considerando che  ho passato la mattinata a ringraziare degli auguri su twitter e piangere allo stesso tempo senza motivo apparente - sebbene la ruga mi sembri un validissimo motivo, ora anagraficamente più giustificata, ecco - e il pomeriggio a mangiare cioccolatini - no Gab, non li ho fatti io, li ho comprati e se è per questo ho pure fatto innervosire un sacco la tipa della pasticceria  - e cenare con i parenti e sentire discorsi pre-elettorali con note scordate e spacchettare regali non so ancora quanto soddisfacenti ed ho finito con tre martini (ed uno non l'ho pagato, si sappia ) in flussi di coscienza più fluenti che coscienti ed ho arricchito il mio scaffale con questo e questo e questo e ho messo nell'agendina un buono per un tatoo () e ho cambiato una borsa  (fiuu))
Ecco, giusto per questo, la notizia è che forse, forse, il progetto che tanto mi tiene impegnata ultimamente pare - pare - finito. 



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mercoledì, 02 aprile 2008, 08:14
leggendocondivido


When the child was a child

It walked with its arms swinging,

wanted the brook to be a river,

the river to be a torrent,

and this puddle to be the sea.

When the child was a child,

it didn’t know that it was a child,

everything was soulful,

and all souls were one.

When the child was a child,

it had no opinion about anything,

had no habits,

it often sat cross-legged,

took off running,

had a cowlick in its hair,

and made no faces when photographed.

When the child was a child,

It was the time for these questions:

Why am I me, and why not you?

Why am I here, and why not there?

When did time begin, and where does space end?

Is life under the sun not just a dream?

Is what I see and hear and smell

not just an illusion of a world before the world?

Given the facts of evil and people.

does evil really exist?

How can it be that I, who I am,

didn’t exist before I came to be,

and that, someday, I, who I am,

will no longer be who I am?

When the child was a child,

It choked on spinach, on peas, on rice pudding,

and on steamed cauliflower,

and eats all of those now, and not just because it has to.

When the child was a child,

it awoke once in a strange bed,

and now does so again and again.

Many people, then, seemed beautiful,

and now only a few do, by sheer luck.

It had visualized a clear image of Paradise,

and now can at most guess,

could not conceive of nothingness,

and shudders today at the thought.

When the child was a child,

It played with enthusiasm,

and, now, has just as much excitement as then,

but only when it concerns its work.

When the child was a child,

It was enough for it to eat an apple, … bread,

And so it is even now.

When the child was a child,

Berries filled its hand as only berries do,

and do even now,

Fresh walnuts made its tongue raw,

and do even now,

it had, on every mountaintop,

the longing for a higher mountain yet,

and in every city,

the longing for an even greater city,

and that is still so,

It reached for cherries in topmost branches of trees

with an elation it still has today,

has a shyness in front of strangers,

and has that even now.

It awaited the first snow,

And waits that way even now.

When the child was a child,

It threw a stick like a lance against a tree,

And it quivers there still today.

Peter Handke

 

che poi, a volte fa bene rimanere sveglia a guardare un film.


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