lunedì, 31 marzo 2008, 19:58
stress, conneries


Voglio dire, ne avevo parlato qui di quest'uomo, ed ero contenta contenta. E tra l'altro, quando sono entrata nel suo negozio, bè, mi sono detta che era una cosa giusta e saggia esserci ritornata, e che potevo fidarmi di quello sguardo davvero intelligente. E di quelle forbici esperte. Però, boh, forse ci siamo fraintesi un pochetto. Insomma, il risultato è che il taglio di capelli è un bis e non mi piace affatto e sono nervosissima ora. Il fatto è che. Vabbè, racconto il dialogo, va, che è meglio

Lui: Ma magari potremmo scalare un pò, no? L'altra volta questo volevi vero?
Io: Bè, si, perchè no.
Lui: Ma l'altra volta poi avevamo lasciato le punte davanti un pò più lunghe, come ti sei trovata?
Io: Bene, d'altra parte se no non sarei stata qui oggi. (sorrido)
Lui: (mi guarda stranito): Ah. Vabbè, allora li rifacciamo così.
Io: Bè, sono nelle sue mani, completamente.
Lui: (mumble) ok bissiamo
Io: (sgrunt)

Perchè si, la verità è che quel giorno ero davvero nelle sue mani, poteva fare di me qualunque cosa...e invece no. Uff. 
Anzi, alla fine mi ha pure detto che io non c'ho il capello facile, che vuole essere lavorato. E io che spero sempre di alzarmi dal letto perfetta, e invece ci ho le vertigini, ci ho. :(
Le vertigini ai capelli, eh, mica che mi gira la testa quando mi alzo. Lì mi preoccuperei, ecco.

Permalink * commenti (1) * commenti (1)(popup)




venerdì, 28 marzo 2008, 09:32
conneries


Ecco l'ho scritto.


(come rompere il ghiaccio quando brucia)

Permalink * commenti (6) * commenti (6)(popup)




sabato, 22 marzo 2008, 17:56
conneries


Si lo so che in fondo non voglio crescere,  ma non mi aspettavo mica che mettere i pattini addosso e scivolare sul ghiaccio me lo avrebbe ricordato in modo così prepotente. Troppo bello. Si, lo so, sono cascata un paio di volte (e c'ho clavicola dolorante) ma sono ancora tutta intera. E felice come una bimba

Permalink * commenti (8) * commenti (8)(popup)




sabato, 15 marzo 2008, 10:39



Domenica mattina mi ero svegliata dopo un pò di eccessi e mi ero accorta che la pelle, segnata da innumerevoli segni, era segnata anche da una rughetta. Lì per lì non ci ho dato troppa importanza, perchè in effetti la sera prima non mi ero struccata, e poi sentivo ancora addosso quegli eccessi etc etc.
Fatto sta che stamattina, guardandomi bene nello specchio con questa luce fantastica che arriva dalla finestra insieme ad un'arietta fresca e al canto degli uccellini, l'ho vista: la ruga è ancora lì, brutta e malefica. Ed è un'ora che cerco di tenere la pelle stirata, ma non se ne va via!

Update: ma poi, voglio dire, ho guardato bene 'sta foto: ce l'ho pure lì la ruga, ed è una foto di due anni fa oddio sono disperata


Permalink * commenti (8) * commenti (8)(popup)




martedì, 11 marzo 2008, 23:38
elettrodomestici, conneries


Ma mai sarei dovuta finire su amazon io, ecco. Perchè poi mi viene voglia di cose così.


Permalink * commenti * commenti (popup)




martedì, 11 marzo 2008, 13:59
ing , conneries


Ero lì che aspettavo, in preda ad un profondo coma causato da stampe varie stamattina ma non solo: armature che non quadrano, errori, travi e pilastri in una o in un'altra direzione etc etc. Dicevo, me ne stavo poggiata al pilastrino e aspettavo buonina che il gruppetto di ragazzi finisse il giro di caffè alla macchinetta (del terzo piano, sempre quella). bon, dunque, ho buttato l'orecchio.
Macchietta 1:"Ma non vi dico come è arrivato questo qua sabato sera, teneva una faccia incazzata, che' la ragazza se n'era andata ed era sabato"
Macchietta 2:"E come mai, proprio di sabato?"
Macchietta 3: "Eh...semaforo rosso, allora se n'è andata"
Macchietta 4: "Ma come sei volgare!"
Macchietta 3: "Ma quale volgare, così elegante 'st'espressione!"
[...] (si confesso, l'usciere che litigava con l'altra macchinetta che ha lo sportellino un pò fastidioso e gli si incastrano sempre le cose e per tirarle fuori ci vuole un quarto d'ora m'ha distratto, e mi sono persa parte dell 'interessante discorso) [...]
Macchietta 3: "Ma scusa tu lo sai che la pillola del giorno dopo non la danno, ma siamo pazzi, quella mica è una Interruzione Volontaria di Gravidanza, quella è un CONTRACCEZIONALE, la devono dare".

Prendiamoci 'sto caffè, va'.


Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)




lunedì, 10 marzo 2008, 00:35
elettrodomestici


Lavavo i piatti a mano ieri dopo pranzo. Voglio dire, non sto qui a vantarmi del fatto che ogni tanto do' una mano in casa, assolutamente, anzi ammetto pure di essere nata pigra, ma comunque, il fatto che lavavo i piatti è la necessaria premessa. E si', perchè mentre sgrassavo e sciacquavo e chiudevo l'acqua e riducevo al minimo il detersivo (sostenibili, ricordiamocelo) ho cominciato a pensare che mica tutti amano lavare i piatti e mica tutti amano la lavastoviglie. Già. Mica tutti usano l'elettrodomestico (la realtà è che stavo scrivendo "mica tutte le donne usano" ma questa consapevolezza inconsapevole che in cucina ci siano le donne mi uccide e mi dilania, quindi cerco di sforzarmi e mi correggo), ma ancora un sacco di gente lava i piatti a mano. Ci stanno anche quelli che conservano l'acqua della pasta, calda, per mettere i piatti a bagno e risparmiare (o_O) . E poi, c'è quella cosa fantastica che si sceglie il lavandino ad una o due vaschette e si badi bene, che una vaschetta cambia completamente la vita. Vuoi mettere con una vaschetta soltanto oppure due, con una dove lasciare i piatti insaponati, un'altra per sciacquare. E poi, quanto spazio accanto? Usare il gocciolatoio (ma si chiamerà così), avere un cestino per le posate, di quelli che hanno un pò di buchi sotto, così l'acqua in eccesso scivola via. Etc etc. Si, pensavo proprio tutto questo, pensavo che da quando abbiamo la doppia vaschetta, lavare i piatti è proprio una figata, eh, e quindi mica mi dispiace farlo. Certo, se riuscissi a fare in modo di avere i piatti nella vaschetta numero uno già ordinati ed impilati come piace a me, in modo che possa lavare prima i bicchieri, poi le posate, ancora dopo i piatti ed infine le pentole, bè, allora si che ne farei un mestiere! . Ad ogni modo, la questione centrale resta la lavastoviglie. E' un elettrodomestico fondamentale, e quanto più è grande, tanto meglio è: una ragione in più per invitare taaaaanta gente a cena  e cacciare il servizio buono di piatti. Ora, a noi la prima lavastoviglie ce la regalò mia nonna e ne ha combattute di battaglie la battagliera, prima di essere degnamente sostituita da una sorella di moderna generazione per lo stesso numero di coperti. Che poi diciamocelo, nè l'una nè l'altra, entrambe spacciate per "silenziose" , lo sono realmente. un bordello sufficientemente fastidioso, ma altrettanto gradevole l'aiuto reso. Ora, il punto è mi si può domandare che senso ha una lavastoviglie per una famiglia di tre gatti, come siamo noi, ed è giusto, e figuriamoci se io mi metto a caricare i piatti di noi tre soltanto!! La vera utilità però c'è, ed è evidente, quando la famiglia si riunisce, e l'ordine di grandezza del numero di piatti è enorme. D'altra parte:

a. salva le mani da lunghi tempi di spugnatura.
b. salva le mani da lunghi tempi di spugnatura con annessa aggressione chimica da detersivi sgrassatori.
c. salva il tempo, e mentre lei gira, ci si può preparare anche un caffè.
d. funge da sauna quando la apri ed infili la capoccia per vedere come son venuti i piatti ed il vapore ti abbraccia e stermina i punti neri.
e. se la fai girare di notte (ma non è che ne sono sicura, eh) risparmi energia, e vuoi mettere quanto detersivo si risparmia? con la pezzolina ogni due-tre secondi sembra di aver bisogno di altro gel verde!!
f. si, questo è fuori di ogni dubbio: presente l'odore maledettissimo e vomitevole che spesso resta sui piatti, soprattutto dopo che questi hanno avuto contatti con l'uovo? bene, la lavastoviglie è la nemica numero uno della puzza da uovo, ed è quella che raggiunge risultati migliori (ma ci sono ampi margini di miglioramento possibile)
g. io la lavastoviglie la amo. Qui lo dico, e non lo negherò, ma continuerò ad affermarlo a voce alta. E' alla lavastoviglie che devo il salvataggio dalle lunghe appendici dei pranzi di famiglia che durano troppo e troppo velocemente si infiammano e diventano appendiciti da operare d'urgenza. Chi potrà mai ribellarsi allo zelo di una fanciulla che vuole aiutare e si occupa dei piatti?

Permalink * commenti (10) * commenti (10)(popup)




mercoledì, 05 marzo 2008, 23:58
specchio


Le temps des rêves passe comme un bolide,
Dans l'instantané d'un polaroïd,
J'ai l'impression d'une vie de cliché,
Montrant mon coeur surexposé.
Malgré les mises au point,
Je suis floue
Pauline Croze, Je suis floue
Ok, ammetto di essermi accorta di aver già visto quel film quando ormai era cominciato da un pezzo. Ammetto pure che mi sono infilata sotto le coperte alle nove e mezza, convinta che il film avrebbe conciliato il sonno...ammetto di aver mollato le armi oggi e non erano nemmeno le sei e mezza, ma proprio non ce la facevo più a studiare. Ammetto perfino che non avevo nè fame nè voglia di tisana, e ho anche rifiutato un caffè stamattina. Ammetto che ho un sacco di pensieri che mi stancano, ed un sacco di idee che non vengono fuori, ed un sacco di cose da dire alle persone che ho intorno ed un sacco bisogno di partire ed un sacco bisogno di restare. Ammetto che sono troppo felice per un regalo che ho scelto per una persona e che non vedo l'ora che arrivi il momento di darglielo, ed ammetto che mi fa ridere troppo come le persone riescano a distorcere la realtà, col tempo che passa ed i ricordi che si affievoliscono e le cose che a me hanno infiammato il cuore (e anche la gola, che ogni tanto si urlava. Anzi, ogni tanto io urlavo, visto che sono tranquilla tranquilla solo all'apparenza) diventano cose diverse da quelle che erano.


UPDATE: Ammetto che l'errore grammaticale nel post c'era, come mi ha fatto notare qualcuno nei commenti, e correggo ;)


Permalink * commenti (6) * commenti (6)(popup)




lunedì, 03 marzo 2008, 21:23
boulevard parisien, conneries


A me Parigi mi manca. E che la frase sia sgrammaticata, non me ne frega niente. Ora, chi voglia contribuire è il benvenuto. Se magari il contributo consiste in un aiuto nel progetto di Ingegneria Sismica, tanto più gradito (perchè è la conditio sine qua non non si può partire) si sappia.

Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)




sabato, 01 marzo 2008, 08:16
stress


il respiro pesante, quello che si sente un sibilo, e non solo quello di chi russa, dico.
Ecco, il respiro pesante, io non lo sopporto. Ora, pensare che il mio naso sibili è la peggiore delle cose che mi poteva succedere. mi ucciderei da sola. uff.

Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)