E che devo fare, scrivere un post di auguri e farmi l'esame di coscienza? La realtà è che non sono brava. Non sono brava a fare gli auguri (che poi, a dire il vero, la parola auguri per qualche ragione ignota non mi piace affatto, ma nel caso del nuovo anno non riesco proprio a sostituirla con null'altro, "buon anno" non mi sembra un' espressione più felice), e non sono brava a farmi l'esame di coscienza, che è una roba troppo noiosa. Però poi c'ho questo cruccio, di quella sera in pizzeria, che mi hanno chiesto la cosa più bella e la cosa più brutta del 2007 e non sapevo rispondere e ho continuato a pensarci e ora una risposta voglio provare a darla.
Non mi è successo niente di straordinariamente brutto o di straordinariamente bello in effetti. O forse è solo che a tratti sono così impermeabile ed imperturbabile difronte a quello che vivo. E' stato faticoso ripensare alle emozioni.
E' stato quando ho letto la mail del direttore del master, che ci diceva che Alexandre era morto.E' slacciare una cravatta, e pensare alla cena.E' Elizabetown. E' codice 46.
E' non riuscire a trovare la giusta misura in questa città. E ricordare di una sera, che pensavi fosse empatia, e ora è solo passata l'estate ed arrivato l'inverno.
E' fare su e giù con l'aereo e non sentire più l'accelerazione e cominciare a credere che vivere d'aeroporti si può. E' stato comprare un libro ad un amico ed aiutarlo a sgombrare una scrivania. E' fare un albero di Natale in laboratorio, che poi è molto di più. E' pranzare in un gulag con un otello ed un timer rotto, che poi è molto di più. E' scrivere un biglietto per una corona di fiori per un prof che se n'è andato, e avresti voluto salutarlo ancora. E' andare dal diacono, e sentirsi dire "vieni a fare la catechista". E' compiere 25 anni a Parigi. E' passare il pomeriggio al Mac Donald a Piazza Garibaldi a Napoli, e credere di essere in un posto bello, perché bella è la compagnia.E' tornare a casa, e trovare una festa a sorpresa (ma l'avevi sgamata). E' passare la notte a bere caffè amaro, e ascoltare e capire che t'è passata da un sacco di tempo. E' passare un'altra notte e dimostrare che t'è proprio passata. E' fare fatica a dire quello che penso. E' fare fatica a capire quello che provo. E' chiedere a mia madre se mi vuole bene, qualche volta. E' mangiare datteri, e domandarti se li ami così tanto perché, ti raccontano, tuo nonno, il maresciallo dei pompieri alto e fiero, li amava così tanto.E' ingoiare un 29 amaro. E' guardare Campos dalla cerniera della porta. E' scendere in piazza, Lucania for Birmania. E' condividere. E' sentirsi dire che poi rispondo sempre male, è non sentirsi chiedere perché, e sentirsi sola.
E' cominciato lontano da casa, il 2007, e mi sembrava di impazzire, ero in un appartamento, sentivo sparare, ma dalle finestre non vedevo nulla, ed ero ferita.
Domani a cena resto a casa, ci sono i fuochi da guardare e la tavola da apparecchiare. Guardando lo spettacolo, l'anno nuovo arriverà.
Lo scontro s'è compiuto. Nel momento in cui le cotolette (cotte al forno) sono arrivate a tavola, si sono scatenati i bollenti spiriti e si è alzata la tensione tra la donna mediterranea e l'emiliana doc . L'una sostenitrice del fritto ad oltranza, che la parmigiana con la melanzana grigliata non è una parmigiana e l'uovo fritto già come parola suona meglio della nouvelle cuisine, l'altra invece, donna di casa, si lamenta per aver preso 3kg in questa settimana lucana per colpa della pasta e del pane, che lei invece su mangia sano e non frigge niente. Solo ricette semplicissime, come il dolce che ha preparato oggi: biscotti inzuppati nel martini, una specie di crema fatta con burro, philadelphia e non so cos'altro, e per finire uno strato incredibile di marmellata di albicocche, che è un dolce austriaco, eh, ma fatto così, semplice semplice.
Ora, si capisce chiaramente che mi schiero con la donna del Sud, io che sono una purista e a me le cose pasticciate non mi piacciono e se devo mangiare, devo mangiare come si deve, che poi, il brodo fatto ieri, che doveva essere naturale ma ci ha messo un dado, e poi ha condito per sé e per i figli quelle tagliatelle cotte lì dentro con la panna, bè, questo è quello che fa male. Viva i cavatelli con i broccoli e l'olio piccante.
Nota a margine: si tratta delle mogli dei miei zii, entrambe vivono in Emilia, ma una lucana, l'altra modenese, ospiti in questo periodo da me. La convivenza è difficile. Caratteri diversi, opinioni divergenti, litigio. Poi ditemi che nn ho ragione a passare il tempo in cucina a lavare i piatti!
I regali portati da Babbo Natale ieri mattina sono stati aperti alle 7.30.
Il cuginetto piccolo ha ricevuto una pianola.
Da cui, si deduca il trauma del mio risveglio.

