lunedì, 31 dicembre 2007, 03:19
specchio



E che devo fare, scrivere un post di auguri e farmi l'esame di coscienza? La realtà è che non sono brava. Non sono brava a fare gli auguri (che poi, a dire il vero, la parola auguri per qualche ragione ignota non mi piace affatto, ma nel caso del nuovo anno non riesco proprio a sostituirla con null'altro, "buon anno" non mi sembra un' espressione più felice), e non sono brava a farmi l'esame di coscienza, che è una roba troppo noiosa. Però poi c'ho questo cruccio, di quella sera in pizzeria, che mi hanno chiesto la cosa più bella e la cosa più brutta del 2007 e non sapevo rispondere e ho continuato a pensarci e ora una risposta voglio provare a darla.


Non mi è successo niente di straordinariamente brutto o di straordinariamente bello in effetti. O forse è solo che a tratti sono così impermeabile ed imperturbabile difronte a quello che vivo. E' stato faticoso ripensare alle emozioni. 


E' stato quando ho letto la mail del direttore del master, che ci diceva che Alexandre era morto.E' slacciare una cravatta, e pensare alla cena.E' Elizabetown. E' codice 46.

E' non riuscire a trovare la giusta misura in questa città. E ricordare di una sera, che pensavi fosse empatia, e ora è solo passata l'estate ed arrivato l'inverno.

E' fare su e giù con l'aereo e non sentire più l'accelerazione e cominciare a credere che vivere d'aeroporti si può. E' stato comprare un libro ad un amico ed aiutarlo a sgombrare una scrivania. E' fare un albero di Natale in laboratorio, che poi è molto di più. E' pranzare in un gulag con un otello ed un timer rotto, che poi è molto di più. E' scrivere un biglietto per una corona di fiori per un prof che se n'è andato, e avresti voluto salutarlo ancora. E' andare dal diacono, e sentirsi dire "vieni a fare la catechista". E' compiere 25 anni a Parigi. E' passare il pomeriggio al Mac Donald a Piazza Garibaldi a Napoli, e credere di essere in un posto bello, perché bella è la compagnia.E' tornare a casa, e trovare una festa a sorpresa (ma l'avevi sgamata). E' passare la notte a bere caffè amaro, e ascoltare e capire che t'è passata da un sacco di tempo. E' passare un'altra notte e dimostrare che t'è proprio passata. E' fare fatica a dire quello che penso. E' fare fatica a capire quello che provo. E' chiedere a mia madre se mi vuole bene, qualche volta. E' mangiare datteri, e domandarti se li ami così tanto perché, ti raccontano, tuo nonno, il maresciallo dei pompieri alto e fiero, li amava così tanto.E' ingoiare un 29 amaro. E' guardare Campos dalla cerniera della porta. E' scendere in piazza, Lucania for Birmania. E' condividere. E' sentirsi dire che poi rispondo sempre male, è non sentirsi chiedere perché, e sentirsi sola.


E' cominciato lontano da casa, il 2007, e mi sembrava di impazzire, ero in un appartamento, sentivo sparare, ma dalle finestre non vedevo nulla, ed ero ferita.

Domani a cena resto a casa, ci sono i fuochi da guardare e la tavola da apparecchiare. Guardando lo spettacolo, l'anno nuovo arriverà.


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domenica, 30 dicembre 2007, 11:03
donne, dedicato a


C'è questo negozio che profuma un pò di polvere e ha le pareti verdi e gli scaffali beige  ed io me lo ricordo così da sempre. E quando ero piccola una volta sono andata a finire contro un tavolino di vetro nella vetrina. E' un'amica di mamma, e io lì dentro sono cresciuta, infilandomi nel camerino mentre signore dal tacco barzotto, come le chiamerebbe la profe a ragion veduta, provavano maglioni di lana con colli ampissimi. Oggi è un pò in declino ed è difficile che ci sia qualcosa per me, eppure è solo lì che mi sento a mio agio, e, a tu per tu con Elena, mostro i difetti della merce e poi passo il tempo a ripiegarle i maglioni, come fossi la sua commessa, e ad ordinarli per taglia e per colore, mentre lei sul divanetto fuma una sigaretta e chiacchiera con mamma, entrambe gli occhi un pò tristi. E' solo lì che mi sento libera di prendere qualcosa e misurarla così, anche se non ne ho bisogno, e di fare il giro del negozio con un poncho grigio o una gonna di tulle. Ed è lì che ieri, mentre aspettavo l'ennesima prova dell'ennesimo pantalone da stringere per la mia mamma minuta, ho trovato nel fondo di una scatola due borse uguali, una marron e l'altra color cuoio, scamosciate, proprio come le volevo, ed avevano un prezzo stracciato e mi son detta ok, le prendiamo tutte e due, perchè una sarà per lei. E mentre pensavo a questa cosa, mentre prendevo il cellulare e la chiamavo per chiederle quale colore avrebbe preferito e lo so quale preferirà ma solo volevo dirle che pensavo a lei, mi si è stretto il cuore. E se penso che il nostro cammino insieme ha il tempo di due esami soltanto, un pò mi spiace. E mentre l'anno finisce, vorrei che nel nuovo lei possa avere tutto quello che ora desidera, e che il nostro rapporto rimanga così, semplice, e magari continui a suon di cene al profumo di melanzane e vino del beneventano.

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sabato, 29 dicembre 2007, 20:21

Il bimbo che. con un dinosauro in mano, dice alla mamma "mamma sei la mamma più bella del mondo" e io sorrido, spontanea, e lei gli da' un bacio, e arrossisce. La signora che decide cosa lasciare alla cassa, non le bastano i soldi: un pacco di guanti invece che due, un detersivo, poi cambia idea ancora, poi, paga e se ne va. La coppia strana, l'istruttrice della palestra e suo marito, che no, non c'azzeccano niente insieme, eppure. L'offerta del caffè e la gente che fa casino là vicino. Il giornalaio, che no, Glamour non c'è, c'è solo quello pocket ed io che gli rispondo che non è pocket è proprio così. E mentre cerco le monete, lui lo infila nella busta. Sorriso abbastanza, pensavo invece che sarebbe stato stress.

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sabato, 29 dicembre 2007, 18:56

Lo scontro s'è compiuto. Nel momento in cui le cotolette (cotte al forno) sono arrivate a tavola, si sono scatenati i bollenti spiriti e si è alzata la tensione tra la donna mediterranea e l'emiliana doc . L'una sostenitrice del fritto ad oltranza, che la parmigiana con la melanzana grigliata non è una parmigiana e l'uovo fritto già come parola suona meglio della nouvelle cuisine, l'altra invece, donna di casa, si lamenta per aver preso 3kg in questa settimana lucana per colpa della pasta e del pane, che lei invece su mangia sano e non frigge niente. Solo ricette semplicissime, come il dolce che ha preparato oggi: biscotti inzuppati nel martini, una specie di crema fatta con burro, philadelphia e non so cos'altro, e per finire uno strato incredibile di marmellata di albicocche, che è un dolce austriaco, eh, ma fatto così, semplice semplice.

Ora, si capisce chiaramente che mi schiero con la donna del Sud, io che sono una purista e a me le cose pasticciate non mi piacciono e se devo mangiare, devo mangiare come si deve, che poi, il brodo fatto ieri, che doveva essere naturale ma ci ha messo un dado, e poi ha condito per sé e per i figli quelle tagliatelle cotte lì dentro con la panna, bè, questo è quello che fa male. Viva i cavatelli con i broccoli e l'olio piccante.

 

Nota a margine: si tratta delle mogli dei miei zii, entrambe vivono in Emilia, ma una lucana, l'altra modenese, ospiti in questo periodo da me. La convivenza è difficile. Caratteri diversi, opinioni divergenti, litigio. Poi ditemi che nn ho ragione a passare il tempo in cucina a lavare i piatti!

 

 

 


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mercoledì, 26 dicembre 2007, 22:22
specchio


Candele (sperando di non ripetere il quasi-incendio pomeridiano). Tisana bollente con miele. Musica, consigliatami da un amico speciale. Un libro, da finire tra poche ore, un altro magari da cominciare. Qualche pensiero. Perfetto, quasi.

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mercoledì, 26 dicembre 2007, 12:21



I regali portati da Babbo Natale ieri mattina sono stati aperti alle 7.30.

Il cuginetto piccolo ha ricevuto una pianola.

Da cui, si deduca il trauma del mio risveglio.


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martedì, 25 dicembre 2007, 11:09
casa, modo, conneries


Smettere di ridere è impossibile. Ma che cane ho??! :)
Comunque, per farla breve, c'era difronte a lui, al di là del vetro, un cane peluchoso, che mia madre ha comprato data la somiglianza (ma che in realtà somiglia piuttosto alla nota blogstar Tommasina come si può notare qui. Modo' ha cominciato a chiamarlo, scodinzolargli, guardarlo, riguardarlo, e poi ha cominciato a fare questa comicissima danza della coda.


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martedì, 25 dicembre 2007, 02:16
casa, specchio


C'è stato di bello preparare i dolci, e poi lavare le mani fin quando l'acqua non ha portato via tutta la pasta che si è appiccicata sulle unghie. C'è stato di bello sentire il profumo per le strade di città, al mattino, in un attimo di pioggia leggera e con un pacchetto in mano, per un'amica. C'è stato di bello aprire le scatole polverose, e riscoprire vecchi tesori conservati con cura.  C'è stato di bello salire in camera ed impacchettare tutti i regali, e scegliere la carta ed abbinare il nastro e prediligere quello di raso, così morbido, così prezioso. C'è stato di bello improvvisarsi Babbo Natale e scrivere una letterina al più piccolo della famiglia. C'è stato di bello apparecchiare la tavola, e non aver voglia di andar via. C'è stato di bello ricordare di quando credevo a Babbo Natale e mi alzavo di nascosto la notte e sbirciavo nei pacchetti, e trovavo la famiglia Cuore di Barbie, e vedevo lo zio preferito tornare a casa tardi. C'è stato di bello preparare la tavola, scegliere i bicchieri, piegare i tovaglioli. C'è stato di bello scaldarmi al camino, e avere voglia di apparecchiare la tavola della colazione di Natale. C'è stato di bello aspettare che i bambini dormissero, e scendere a mettere i pacchi sotto il mio albero con le arance e le macine e le lucine ancora accese.
C'è di bello lasciar consumare una candela qua accanto a me, e c'è di malinconico un desiderio profondo di un calore che questa fiamma non riesce ancora a darmi.


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martedì, 25 dicembre 2007, 00:53



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lunedì, 24 dicembre 2007, 11:31