Una giornata ordinaria, un po' faticosa, forse. Piacevole. Il sole, che tra i vetri, a mensa, rende la pelle rossa. Due telefonate. La biancheria pulita e profumata. La spesa e Rue De Seine. Una gaufre alla nutella e un biglietto sotto la porta. Due uomini che mangiano seduti in un furgone e il mio "buon appetito" tra le borse della spesa ed un sorriso spontaneo ed irrefrenabile. Un altro biglietto, poi, più tardi, sul tavolo. Un concerto, serio e serioso, ed annesse variazioni sul tema. Le bocche dei coristi che si aprono e gli archi dei violini che si muovono. Due mani, che, in un momento appena, parlano per mille parole. Un cappotto sulle spalle nel freddo di una sera primaverile e un ristorante chiuso troppo presto. Una buonanotte col sonno che tarda a venire tra le risate per "non sono io che ho sbagliato aula, siete voi". Ed un buongiorno con un croissant alla fermata del 95. Se tutto questo é Paris, io vorrei restarci.
Dolce è il dolore che porti negli occhi,
quanto il perdersi dentro di te.
Ed il lieve infuriare di rabbia che porti
aggrappata alla fragilità.
Dormi che è meglio pensarci domani
alla muta distanza che scorre tra noi
quando non sei vicino a scaldare i miei sogni,
quando i sogni nemmeno son qui.
Dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio così.
Non immagini quanto sia dolce sfiorare
dai tuoi incerti sorrisi la felicità.
Anche solo per pochi secondi capire
che qualcosa di buono c’è in me.
Dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio per noi.
Dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio così.
Aggiornamento: mi fanno gentilmente notare che non ho citato...Subsonica...Dormi...Desolée!
Pensavo che il problema del lavarsi fosse tipico solo degli adolescenti, al massimo fino alla fine degli anni del Liceo. L'esperienza, tuttavia, dimostra il contrario. Puzza insopportabile.
La mia penna si rifiuta di scrivere, mentre studio la materia del pinguino. E mi pare pure giusto. Brava penna. Solo che...tutto a tempo debito: arriverà il momento...la resa dei conti...e allora si che me la riderò. C'est embetant 'sti cazzi!
Ermetismo a parte, a tempo debito anche tutte le spiegazioni...
Sono arrivata a Parigi il 9 Ottobre. Una veloce sistematina in albergo e subito sono venuta a conoscere la Facoltà. Sono arrivata giusto in tempo per partecipare alla prima lezione del corso "Modèles d'aide à la décision et à la négociation". Ho conosciuto così un prof. distinto, una persona di mezza età, elegante nei modi e nella voce, forbito nelle espressioni, con delle scarpe un pò strane e gli occhi celesti. Ogni lunedì, alla fine della giornata, per un mesetto buono ho avuto il piacere di ascoltarlo. Ho imparato a trovare un equilibrio di Nash e a costruire un albero décision-hazard. Oggi, la conferma del suo essere elegante così, un pò sopra le righe. Con una camicia che sfugge ai pantaloni ed è contrassegnata da qualche scritta forse un pò troppo giovanile, un pò all'italiana stamattina mi ha stretto la mano e mi ha ascoltato parlare. Senza pregiudizio. Solo con tanta gentilezza. E non importa che non ricordassi la derivata del logaritmo... (devo rivederla...lo prometto..). Ora...ora vabè, è il mio mito!
Par contre, rimango comunque dell'avviso che io - decisore tal dei tali - non costruirei mai e poi mai un albero di quel tipo per decidere. Dopo essermi ammazzata a trovare delle funzioni di utilità, perchè banalizzare tutto così, con il disegno di un grafo!??!?! Sarà che forse sono un pò di parte, e dove vedo grafi io rifuggo?!?
Immagino una scena. Due amici, due ragazzi amici da sempre. Hanno giocato per strada, hanno tirato la coda alle lucertole e hanno rotto un vetro con il pallone. Si sono sbucciati le ginocchia, si sono arrampicati sugli alberi. Hanno ascoltato musica e spiato le ragazze. Si sono scambiati una canna e dei giornaletti porno. Ora si trovano a bere un whisky e parlano del più e del meno, forse un po’ più freddi, un po’ più formali. Ma complici.
E l'uno chiede all'altro, con tono più che altro affermativo: "ti sei innamorato". Una risata, uno sguardo. Ora condividono anche i sogni che uno dei due ripone nello sguardo di una donna.
Oggi ho scritto una piccola frase sul mio block-notes. Poi, ho acceso il mio telefono. Ed un sms inaspettato mi ha dato la risposta all'implicita domanda che mai avrei osato porre.
Cosa non si fa per gli amici! Ah...oggi troppa voglia di cazzeggio...:)
Non è per niente male. Che bello!
Lui è molto magro. Ossuto, oserei. Pare una gruccia vestita. Cammina sbilenco, con grandi falciate nonostante non abbia proprio gambe da NBA...I jeans neri, un pò scoloriti. Lunghi fino al..fino al malleolo...non di più...I calzini bianchi, di spugna. Il pull nero con la zip. La camicia blu. E la maglietta della salute bianca, ovviamente. Penso di averlo visto vestito in modo diverso solo il giorno in cui aveva un colloquio per uno stage. Aveva un vestito blu. E la camicia era la stessa...
Io lo guardo. Ascolto le sue improponibili domande - che rimangono sempre senza risposte o al più con risposte molto diplomatiche... - Lo guardo gesticolare, con quelle mani scheletriche, e quei gesti un pò meccanici. Cerco di capire quel che dice, con il suo accento francese arrabbattato e così poco musicale. Le guance scarne, troppo magro, che forse avrebbe bisogno dello zabaione, la mattina. Lo guardo, e non ci posso fare niente. Non riesco a smettere di immaginarlo seduto sul wc, boxer bianchi abbassati, i calzini e la maglietta della salute. E in tutto questo, ancora non ho descritto il suo tratto somatico (che poi se ci penso non è un tratto somatico...basterebbe una pinzetta a modificarlo..) più eclatante e riconoscibile. Il suo immancabile monociglio. Ecco. E' uscito da un cartone animato.
N.B. Esiste davvero, non è un'invenzione!
Ma no...la storia di Dark Phoenix è troppo lunga e troppo in inglese...non ce la posso fare oggi a leggerla..Piuttosto...passo al post scarabocchiato stamattina a lezione...
Passeggiata quotidiana (forse meglio settimanale) tra i blog..incuriositami qui ho fatto il test...Risultato..come segue..
Your results:
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A prime example of emotional extremes: Passion and fury incarnate.![]() |
Ensemble, c'est tout. Inutile nascondere sotto il giubbino la voglia che ho di coccole. Inutile affermare una freddezza che non mi appartiene. Meglio ammettere che, a tratti, non trovo nulla di meglio che coccolarmi con un film. Uno di quelli monocromatici, un filtro sulla vita e tutto é ok. E' stato troppo carino!
C'è un momento in cui quel teorema ti pare veramente chiaro e di una banalità immensa. E poi, passa.