martedì, 31 ottobre 2006, 10:25
boulevard parisien


Il cielo, all'improvviso, esplode. Ed é sconfinato. Cosi' mutevole, oggi é grigio e profuma di pioggia.
I piedi, nudi sul parquet, un po'freddi. La lista delle cose da comprare davanti a me. Un foglietto strappato, la matita per gli occhi per scrivere nella metro. Un indirizzo da dare a mia madre, ogni volta lo dimentico. Sentirla cosi' triste. Volerle stare accanto, volerla sentire serena.
Una pizza e il cuoco che parla in siciliano, lo sento mentre cucina.
Una tavolata di amici, la musica di parole incomprensibili. Un'arpa ed un gatto grande. L'acquario, il vino e il formaggio. Il treno, la metro. Lo shopping, il sabato. Sacha, con gli occhi azzurri, gli occhiali tondi e senza denti. Avrà sette anni, forse sei. La mia ninna nanna prima di addormentarmi. La canto cosi', sottovoce.
I numeri, io in francese, Nicolas in Italiano. lezione di parolacce. Ho rotto un bicchiere.
La confusione per le scale, in facoltà.
Domani compro il mio biglietto mensile della metro. Cambio tre volte ed in 15 Min sono in facoltà. Il prezzo da pagare per vedere Parigi dalla finestra. La firma del contratto. Un po' di paura. Ho comprato una zebra come portachiavi.
Dire bonjour.
For instance, e sento caldo nel cuore.
Come back, avec une baguette.
Un fiore. E la gente per strada ti guarda cosi, e sorride.


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martedì, 24 ottobre 2006, 00:01
boulevard parisien


Il momento è arrivato. Dopo due settimane esatte qui a Parigi, stasera la malinconia mi ha colto. La voce di mamma a telefono, il non avere nulla da fare. accendo il pc mentre Nicolas parla a telefono. Non mi sento tanto bene, ho studiato un po’ di Francese, ma non ne ho più voglia. Un video, quello delle vacanze. Il rumore del mare registrato al mattino. Le risate, mie e degli altri. Mille foto di questi ultimi mesi. Una canzone, un pensiero, ad un cellulare che squilla nel silenzio di un'aula. E rompe la magia. Mille i miei volti, mille le mie espressioni. Ritrovarmi, rivedermi. Mandare un sms, voler sentire vicini. Il salvadanaio…riempilo presto...
Vi ho portati con me, qui a Parigi. Vi ho portati con me, in ogni mio passo, in ogni scoperta. Vi ho qui, dentro di me. Mentre cerco di scoprire, mentre penso solo a me stessa, mentre sono solo io. Ecco che in una sera piovosa, su un divano appena conosciuto, ritrovo dentro di me un po’ di tutti voi. Le mie mille evoluzioni. Una sigaretta, una caipiroska. Rum e pera e le mie diete. La torta a nove veli, un Max Gazzè che mi fa ritrovare un'amica. La mia città con il suo fiume e le discussioni con Gianc. Le scansioni di Gabriele e il gossip con Maria, rubando la cioccolata svizzera ed incollando pezzi del Piano Regolatore di Pietragalla. La piazza a San Gerardo e i bagordi per l'Italia campione del mondo. Una tenda ed un temporale, dormire così, come viene, lavarsi o non lavarsi. Giocare a leccarsi. Sedersi sugli scalini a Latronico e…
Piangere, una sera ad un concerto, e non essere da sola. Avere un giorno a tavola ospiti nuovi, sedersi difronte, imbarazzo per un po’, e poi conoscersi e volersi bene, così, semplice come il parmigiano sulla pasta che a lui non piace. Chiedere consiglio, chiamare il capo, lavorare per lui. Voler lavorare con lui. Volerlo come amico, a volte non sapere se lo è. Pensare ai suoi amici. Chiedersi se sono amici. Chiedersi se sanno quello che vogliono. Festeggiare il compleanno di Cristiana e rimanere a dormire nel suo letto. Andare al cimitero, prima di partire, salutare i nonni. La Prof d'Inglese. Scrivimi, pregherò per te. Accompagnare qualcuno ubriaco per una notte in bianco, dormire con lui. Mi sento debole, in questo periodo. Voler sapere della vita di un altro, ma che tanto non mi legge e va bè, gli voglio bene uguale. Perdere i fili di altri rapporti, non saper guardare negli occhi. Non aver voglia di farlo. Non superare prove e smettere di mettere alla prova. Il profumo di casa. Il rumore dell'Unibas. Il Senato degli Studenti che no, non funziona, ma tanto non gliene frega proprio niente a nessuno. Ricordare i vicini di casa, che a tratti sono vicini ancora di più. Immaginare i compagni con cui avrei seguito il corso di Matematica quest'anno. Ripensare ai primi tempi di Università. Qualcuno è a Torino, chi a Roma, molti chissà che fine hanno fatto. Ogni tanto penso che qualcuno deve ancora avere il mio quaderno di Geologia. La gita a Sarno, gli altri in Erasmus. Leo che oggi ha mandato delle foto. Il passato, che a tratti ritorna, e che vorrei sapere in pace. Le rinunce e le scelte. Voler dire parolacce in Italiano, ma porca miseria qui non mi capisce nessuno. Un'aula e un feudo. Un castello senza principessa.
Rifaccio la mia valigia stasera. E' sempre più piena e proprio non riesco a chiuderla. Non so fare un elenco. Dimenticherei qualcuno. Perché ho in mente tutti voi e vorrei avervi nel mio letto. E' ad una piazza e mezza. Non c'è timore  che rimanga vuoto.
Le canzoni scorrono, una dopo l'altra, a ricordare chi sono. Canzoni, persone, note e sorrisi. Tutto, nell'aria. Un post è troppo poco. Una valigia troppo piccola. Il mio cuore, il posto giusto.
Per il Diluvio Universale sono pronta, ora. So misurare i passi, posso salpare. Sicura di quello che sono. Sicura di quello che siete.

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lunedì, 23 ottobre 2006, 13:04
boulevard parisien


E' tranquilla la domenica a Parigi, la sveglia é slow, dopo il concerto; Manu vuol aiutarmi a cucinare, Nicolas é sotto la doccia, comincio a pelare le patate e a preparare il pranzo..l'italianissima ciambotta per i miei amici francesi; il treno, e poi Nicolas ritorna e pranziamo, sul divano, tovagliette americane e una baguette calda e croccante, che quella boulangerie sotto casa, tu peux faire la crue pour deux minutes mais...la baguette est super! Il cielo oggi é stranamente azzurro e quando usciamo prendiamo anche gli occhiali da sole; Pére Lachaise, la destinazione di oggi; turisti, nella metro;  turisti accalcati davanti alla mappa del cimitero; scegliamo di camminare e basta ma...poi cambiamo idea e compriamo una cartina, mal fatta, ma meglio di niente...Oscar Wilde, dove sei? E nemmeno Balzac riusciamo a trovare; meglio con Modigliani e consorte, morta un giorno dopo di lui...Strana e curiosa storia, vorrei saperne di più, mentre il cielo è diventato grigio ed il colore dell'autunno é ai nostri piedi e sulle nostre teste; non ci sono cipressi qui, ma  che strano posto; tra tombe in stile gotico e mausolei semimoderni, ad un tratto un angolo suggestivo, con cripte decadenti e marmi ormai caduti, interpretando le cifre romane e le parole latine sulla tomba di Moliére; Chopin non si trova; ricordo ad un tratto il parco a Varsavia e la storia del suo cuore, che li' é conservato; qualcuno ha lasciato due sigarette a Jim Morrison: penso a Mario, che prima di partire mi ha detto di venire qui.
Il pleut, mentre torniamo a casa, catturati da "la flemme". Parlo un po' con mamma, vorrei abbracciarla, e ho voglia delle sue melanzane sott'olio; ceniamo, ascoltiamo musica ed imparo a conoscere il metal; un film, come lezione di Francese; bonne nuit, je suis trés fatiguée.

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domenica, 22 ottobre 2006, 12:09
boulevard parisien


Due giorni per scoprire. Due giorni per amare. Due giorni per pensare. In una Parigi rumorosa e affollata, seguendo la strada, ovunque essa mi porti. Un panino ed un dessert ai giardini di Louxembourg,verde l'erba. Gli alberi ormai mezzi spogli. La città non si sente, un grattacielo oltre il confine del parco. Un palazzo all'angolo della strada. Nemmeno ci speri più. Ma diventerà il tuo posto, tra una settimana circa. Trés cher, mais trés jolie. Si vede la Tour Eiffel. Il Pantheon è dietro l'angolo. Nemmeno cinque minuti. La metro, due cambi e Paris Dauphine. Ile de la Cité. Nicolas la tua guida, St Michel, se qualcuno ti invita a cena, mai andare a St Michel, solo per turisti! Notre Dame de Paris. Così maestosa. Mille foto i turisti. Foto che chissà se riguarderanno. Con i loro flash rompono quel religioso silenzio e quell'atmosfera che non possono catturare. Una strana e intima cerimonia, il profumo dell'incenso. Carlo Magno a cavallo, statua da restaurare. Un uomo senza una gamba. Una scolaresca in gita. Mille negozi. Parigi da comprare. Parigi da vivere. Sognare già le tazze e i profumi del tuo posto. Rue de Rivoli in lungo e in largo. Lasciare la strada principale, seguire i viottoli. Scoprire angoli suggestivi, entrare in una libreria gay (?). Sotto casa, il mercato. Il colore delle arance. Il profumo del formaggio. La boulangerie e il petit dejeneur che Nicolas prepara per me. E vale come pranzo. La musica. Continuare ad ascoltare nuova musica, provare. Uscire, sola. Scegliere la linea della metro. Vedere, sentire. Annusare.
Pensare, nella metro. Incontrare l'uomo perfetto, così, bello, sguardo scuro, profumo da respirare. Fronte alta. Guardarsi, fino al prossimo stop. Saint Lazare, con le barriere intorno ai binari, statisticamente provato che qui ci si suicida di più. Ogni giorno, in queste gallerie artificialmente luminose si consuma il tempo delle persone. Nella metro, le guardo. Nella metro, le esploro. Le rughe, i pensieri, gli sbadigli. Le scelte della metro, così lucidamente
razionali. Le scelte, mentre accanto hai il tuo uomo ed è molto più distante di tutti quelli che ci sono intorno. La bastille, i giovani. I locali. "La scene". Un concerto metal per il primo vero sabato da parigina.  Aspettare Nicolas, ascoltare la sua band. Bere una birra al caffè all'angolo con Manu, mentre smontano gli strumenti. Un Mohjto al bistrot sotto casa. Alcool et Cafè. Bois et charbons. Questo, sulle finestre del bistrot.
Poi, a dodo. Stanca, ma felice. In quest'autunno dolciastro.

Un pensiero. Per Sergio Sassano, felice compleanno.
Per Giancarlo, auguri per il suo essere "mezzo ingegnere" (ma che dubbi avevamo?).
Per Laura e Michea, così affettuosi, così vicini. Un bacio fino a San Costantino per loro e per i nonni.
Un pezzo stamane. Before the dawn.

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venerdì, 20 ottobre 2006, 11:44
boulevard parisien


Una fermata di metro. Scopri un'altra Parigi, ogni giorno è diversa. Ogni giorno è speciale. Ogni giorno nuove persone, nuovi colori, nuovi odori. Ieri sera, nuovi sapori. Un bistrot, un bicchiere di vino. Donne. Sempre belle, diverse tra loro. 16°Arrondissement, e sono alte e magre e modaiole. 18° Arrondissement, e sono così, speciali, con un fiore tra i capelli, sedute da sole a giocare con un cane, fogli in mano, una tazza di caffè sul tavolo. Non così alte, non così magre. Sensuali, più donne. 

Voglia di passeggiare. Scoprire. Ancora, mai stanca.

Felice, di essere sola. Non avere un legame. Non sentirne il bisogno. A tratti, un pò di nostalgia. Voler abbracciare mamma e papà, saperli sereni. Desiderare di parlare con gli amici. Aver voglia di abbracciarli. Parlare sempre di loro. Riguardare le foto. Ascoltare le nostre canzoni. Ridere, pensando ai loro modi.

Svegliarsi. Un pensiero nella mente. Forse, una persona. Non conoscerla, non capirla. Non voler ascoltarla e non poter decifrarla. Ripensare a certe sue parole. Così enigmatiche, così diplomatiche. Pensare. Peccato.

Vestirsi, uscire. E' tempo di andare.

Foto. A sinistra, French eyes. Il mio sguardo su Paris.


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mercoledì, 18 ottobre 2006, 16:21
boulevard parisien


Burocrazia é sempre burocrazia, dubbio non ce n'é. Ma a volte basta poco per renderla cosi...sympa, come dicono qui. Stamattina, armata di coraggio, sono andata a fare l'iscrizione.

Scolarité centrale, ouverture lundi-vendredi, 09.00-15.45.  

Se entri in segreteria, non trovi eliminacode. In genere; non trovi nemmeno code (ci sono stata tre volte...credo sia sufficiente a dimostrarlo); un giovane impiegato sorridente, o una donna di colore ben piazzata ti accolgono ed esaminano la tua pratica, completano con tranquillità le voci che hai lasciato in bianco e se ti manca qualcosa, gentilmente fanno una fotocopia loro stessi. Ti mandano dal capo, un po' gay a dire la verità, ma davvero adorabile. Poi, con un post-it passi alla cassa, e puoi direttamente qui pagare le tue tasse (molto meno care che in Italia, peraltro). Una foto, e la tua carte d'etudiante é pronta. passi in copisteria e per 2€ ottieni la plastificazione.

Ci sono tante cassette colorate, in segreteria, con un foglio davanti attaccato con lo scotch, per indicarne il contenuto. Sono le pratiche degli studenti; semplice burocrazia, che, con una nota di colore ed un sorriso sulle labbra, diventa leggera.


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martedì, 17 ottobre 2006, 11:27
boulevard parisien


Mille le difficoltà; i corsi, che non capisco nulla e mi sembra di essere tornata al primo anno di università, approdata all'unibas dopo due settimane di lezione, sola e silenziosa. Rispetto ad allora sono molto più svelta e sveglia, molto più socievole, molto più...ta nte altre cose. E il pensiero che allora, dopo le difficoltà, sono riuscita comunque a fare tutti gli esami...bé, CE LA POSSO FARE pure qua. Cerco una stanza, c'é chi mi aiuta. C'é chi mi corteggia e questo mi diverte; essere al centro dell'attenzione ed aver scombussolato il ritmo della classe...bel gioco ogni mattina...ma si fa sempre piùm difficile...anche perché lo studio di Minh, dove sono per ora ospitata, è davvero tanto piccolo e non posso restare da lei a lungo. ho voglia di avere un mio posto, dove rifugiarmi, dormire se mi va, dove godermi Parigi; devo ancora trovare il cavo per il mio pc, che qui il sistema è un po diverso; ho fame;
mi mancate tutti; non vi deludero (la o con l'accento non la trovo...)... lo prometto;
Anzi, prima una premessa. Ero al McDonald ieri sera, con Amidou. Ero scoraggiata e sconsolata, stanca, stanchissima; pensavo che dovrei tornare a casa. e Mami e Papi, sia naturali che acquisiti, sono riusciti a farmi tornare il sorriso; e la voglia di non demordere.

Vorrei scrivere molte altre cose su questo blog, vorrei che la mia tag "boulevard parisien" fosse diversa...arriverà il momento. Questa la mia promessa, allora, dopo la premessa, per ora, con chi continua a leggere di me...

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lunedì, 16 ottobre 2006, 13:14
boulevard parisien


Questo lunedi mi sono svegliata a Parigi, con la Torre alla spalle...ma non é stato il risveglio desiderato. Volevo uno studio che avevo visto...Ho chiamato...Ma "déjà allouée". Mi sento stanca. Questo pc non legge nemmeno la mia penna, avevo scritto qualcosa da postare...Vabbé. Vado a lezione. buona settimana a tutti. E buon compleanno a Stefano per ieri...non ho con me il suo numero...Spero legga qui! Baci!

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venerdì, 13 ottobre 2006, 15:38
boulevard parisien


Sveglia; é tardi; petit dejeneur; chiudere ancora la valigia, salutare Levallois-Perret, periferia dove si trova l'albergo; chiedere la strada, prendere la metro e cambiare linea; aspettare la prossima, troppa folla e la valigia é grande. Scendere, un giovane uomo mi aiuta a salire la valigia su per le scale. Telefonare a Minh, non capire una parola di quel che dice; incamminarmi, per questo boulevard parisien ormai autunnale; sorridere ad un giovane che sconsolato se ne sta su una panchina. Richiamare Minh, vederla, dall'altro lato della strada; bel quartiere, palazzo col cortile; sei piani di scale quasi a chiocciola; senza ascensore; con una valigia di 20Kg; la schiena si spezza; aspetto che Minh finisca di lavorare, intanto studio Francese; leggo il suo libro di ricette di pasta italiana; non ci sono gli spaghetti al pomodoro! scendere, camminare, arrivare in università. Da Valérie, perché mi manca un certificato; poi leggere gli annunci, organizzare un discorso, chiamare; non c'é Amidou che mi aiuta oggi. Parlare, spiegare, prendere un appuntamento per le 2,15 in Rue de la Tour. E' arrivato il momento...

Uscire, da sola, salire su un autobus, consultare la cartina, trovare la strada giusta. Intravedere la Tour Eiffel. Vedere lo Studio. Tutto nuovo...pregare la proprietaria..Richiamarla ed aspettare di sapere. Ora, la Tour. Ammasso di ferraglia. Ben fatto, direi, ma non mi emoziona. meglio per le giostre ai suoi piedi. Un altro autobus, cammino ancora; un pain au raisin per pranzo. Di nuovo in Università; più tardi Bako mi chiama per fare un giro; parla in Inglese con me ed è gentile. la prossima settimana il suo compleanno, faremo una festa? Posso preparare la torta, gli ho detto.

Avere voglia di scrivere, voglia di fotografare. Oggi, mi sento di nuovo io.


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giovedì, 12 ottobre 2006, 22:05
boulevard parisien


Un prof che parla in modo incomprensibile, non riesco a capirlo.

Compagni che ti danno una mano, che ti offrono gli appunti, che ti offrono un letto.

Imparare ad usare la carta magnetica per le fotocopie. Non poter vergognarmi di chiedere. Doverlo fare per forza. Parlare a gesti. Indicare sul dizionario quello che voglio dire.

Sentire la pioggerella leggera. Una farmacia ad ogni angolo qui. Chissà perchè. Dei giocattoli incredibili, dei prezzi altissimi. Una simcard costa 35€. Ho lo scontrino, se non ci si crede. E sopra ci sono 10 sms, 4.50€ di telefonate. E la ricarica ha una scadenza, proporzionale all'importo, oltre la quale il credito si perde. L'omino della boulangerie che mi regala una quiche au fromage oltre quella che ho comprato. Fanno schifo. Le butto io al suo posto, avranno una settimana. Un negozietto, il prosciutto crudo di parma. Questa la mia cena. Si, il caffè l'ho portato, ma ancora non ho potuto prepararlo. Domani sera, pasta italiana, l'ho promessa a Minh, la vietnamita dove dormirò per un pò.

Tanto da studiare. Francese in primo luogo. Ancora senza un posto. A tratti, un pò di sconforto. Ma, piacevole scoperta, non sento l'ansia. Qui, è tutto slow. Sono slow anch'io. Finalmente. Anche se...bè...non posso che essere me stessa...e il ragazzo algerino mi ha già ribattezzata..."problematique". Je suis une fille problematique!!!

Bonne nuit à tout le monde.


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mercoledì, 11 ottobre 2006, 16:58
boulevard parisien


Cammino per queste strade nuove. Camminare é facile. le persone sono gentili e sorridono. Non é camminare il problema. Ora ho un posto da trovare e anche se Amidou mi aiuta, bè...è davvero difficile. Quasi quanto scrivere su questa tastiera, che non è una QWERTY, ma una AZERTY...Vabbé...Il caffè francese...COME SI PERMETTONO DI CHIAMARLO CAFFE (caspita qui manca il punto interrogativo!!!).

Le case sembrano quelle dei playmobyl...trés jolie...


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lunedì, 09 ottobre 2006, 01:17
partenza


Poche ore ancora. Partirò. Molto da scrivere. Dovrò rimandare. Solo un bacio, a chi rimane nel suo posto mentre io mi allontano, verso Nord.

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sabato, 07 ottobre 2006, 02:12

Incontri antichi ed incontri nuovi. Chiacchierate che si ripetono. Mani sulla coscienza che si passano e ripassano. E che non si cambia mai. Vicoli che mi appartengono, e li osservo stanotte, così deserti. Domani, pieni di gente, forse.

Incontri dopo tanto tempo, che sorrido, perchè io voglio bene sempre. Anche se la mia vista, forse, non è piacevole. Passerà. Il tempo curerà ogni ferita e, come è stato detto "sul lungo periodo"sarà più semplice.

Sorrisi impacciati, a volte fuoriluogo. Perchè non solo una battuta fa ridere. Ma ridere mi piace, sono io.

Percorro pavimenti lastricati a nuovo. Guardo la luna piena di stanotte. Leggo targhe che so a memoria. Chiamo amici da salutare. Non spettegolate, mi si dice. Non tenermi lontana, vorrei rispondere.  Telepatia ed un sms sulla via del ritorno.

Ho voglia di mamma e papà.

Ho voglia di me.   Ho voglia di vivere questa cosa solo per me. E godermi mattine grigie (qui quale regola si applicherà mai? Dittongo mobile o no? Ardua questione...) senza parlare. Canterò, canzoni italiane.  L'iPod è sotto carica. Tornerò. E vorrei trovare una città migliore. Non vedere piccoli bianchi prendere in giro un bimbo nero. Al diavolo. Piccola città, deve crescere.

Amore la parola di stasera. Mi sento piena d'amore. Questo, in me.


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mercoledì, 04 ottobre 2006, 22:14
dedicato a, specchio, partenza


E' che lei non mi capisce. Sono tesa, perchè domani ho un esame e per me è importante. Ma lei non capisce e continua ad assillarmi con quella voce che non riesco più a sentire. E io lo so che sta male. Ma ci sto male pure io, ma che colpa ne ho se così stanno le cose e così devono andare? Non riesce ad essere obiettiva, a capire come comportarsi, perchè altro modo non c'è. Non riesce ad accettare di non poter far nulla. Forse, si sente ancora peggio di come mi sento io. Sicuramente si sente ancora peggio di come mi sento io.  E io che posso fare? Riesco solo ad urlare tutta la mia rabbia. E nemmeno ci riesco. Mi rintano qui su queste pagine ma neanche è giusto, credo, affidare al web questi pensieri così privati. E non ho voglia di sentire nessuno. Non voglio sentirmi dire che sbaglio, che sono scostumata, che sono ingrata. Non voglio sentirmi dire che voglio solo dimostrare a me stessa...come mi ha detto lei poco fa. Non voglio ascoltare consigli non richiesti e non voglio ricevere sguardi di compatimento o di rimprovero.

Vorrei solo vedere come sarà. Vorrei sapere ora come sarà la mia vita. Ho troppa premura per poter aspettare tutto il tempo di viverla. Ho troppa paura di essere delusa da quello che mi accadrà che cerco di tutelarmi pensando al peggio. E penso al frigo vuoto e al silenzio della sera. E sogno tutt'altro. Ma...

Dice che non so chiedere, che dovrei farlo, ma io non voglio chiedere. Io non posso chiedere. Perchè non voglio essere un peso, un disturbo. Perchè non voglio ricevere un rifiuto.

Voglio solo essere libera. Voglio solo un futuro che mi garantisca libertà di movimento. Libertà d'azione. Autonomia. Questo cercherò nelle strade di Parigi, sentendomi libera di essere confusa.

"Io so che non è facile riuscire a proiettarsi nel futuro, immaginare come sarà la vita andando avanti; le scelte che farò saranno sempre più importanti, i dubbi che ho, che oggi sono ancora tanti. E' necessario che io sia coerente con me stesso per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto ed è importante che non faccia cose in cui non credo per non confondermi e dover tornare indietro....Oggi è un nuovo giorno e se vorrò potrò passarlo meglio guardando verso il sole cercando il tuo sorriso al mio risveglio non so cosa farò non mi farò troppe domande so solo che vivrò e questo forse è più importante...." (E' necessario, Tiromancino)

Vorrei solo un abbraccio in cui rifugiarmi, ora. E sentire che oltre il limite non sono sola.


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mercoledì, 04 ottobre 2006, 15:55
partenza


Mounsieur Vanderpooten mi ha scritto:

Bonjour,

Les cours ont commencé lundi 2 octobre et vous n'étiez pas présente.
Quand comptez-vous venir ?

Cordialement

Non è una figata?!?!?!?  Gli ho detto che sarò lì lunedì. Ora mi tremano un pochetto le ginocchia. Porca miseria!


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