giovedì, 31 agosto 2006, 12:33
report


Non è mica normale che mentre riempio il contenitore delle lenti a contatto all'improvviso si sfila il beccuccio e vengo investita da un fiume di soluzione unica!!!


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giovedì, 31 agosto 2006, 00:51
dedicato a, leggendocondivido


Mille energie profuse in mille cose oggi.

Così, vado a dormire un pò stanca. Non prima di dedicarmi un altro pò alla lettura...

Da "le città invisibili" di Italo Calvino..

 "Quello che lui cercava era sempre qualcosa davanti a sé, e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano che avanzava nel suo viaggio, perché il passato del viaggiatore cambia a seconda dell'itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo che ogni giorno passa aggiungendo un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che  non sapeva più di avere: l'estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti."

E speriamo di avere la stessa energia, domani e poi domani e poi domani ancora...

Felice notte, a chi, forse, si aspetta di trovarmi ancora sveglia...


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mercoledì, 30 agosto 2006, 00:55
specchio


Agosto è finito. L'aria è così fredda che pare di essere già un mese avanti. Questo tempo mi fa sentire un pò scolaretta, con la voglia di comprare i quaderni nuovi e annusare il profumo dei colori ancora nella scatola. Oggi ho voglia di fare tante cose e così di sera non esco, ma mi rifugio davanti alla tv e studiacchio pure un pò. Si ritorna alla normalità. La piscina dalla prossima settimana, la fine dei pranzi estivi, la casa che ritorna tutta per me al mattino.

Agosto è stato breve. Ma forse più lungo di altri. Sono carica, piena di energia per l'inverno. Energia nata dal niente. Energia nata dal verde che ho visto e dalle stelle che ho contato. Energia che è nata dalle parole di tante persone conosciute così per caso e che, almeno per un pò, rimarranno in me. Energia trasmessa dalle canzoni e dai balli, energia ricevuta dagli abbracci di antichi affetti che non passano mai. Lavira, Rosaria, Cristiana. Energia nata dai pianti liberatori nei posti e nei momenti più impensati. Energia perchè non mi arrendo mai e anche io voglio correre verso lontani orizzonti e nuova conoscenza di me. Energia che nasce saltando un gradino e aspettando che qualcuno salti con te. Ancora aspetto, e non ho fretta. Le incomprensioni possono passare, l'affetto rimane e di quello non dubito.

Stasera ho messo la coperta verde sul letto, perchè il lenzuolo non basta più. A tratti mi manca qualcosa. Mi guardo intorno e mi accorgo che quello che prima stringevo era solo il mio bisogno di aggrapparmi. Allora oggi mi stringo a me stessa. E mi addormento così.

Stasera sono in pace con me stessa e col mondo e vorrei è soltanto abbracciare tutti quelli che, volendo o no, mi hanno portata piano pianino qui. Qui, capace di bastare a me stessa. Capace di amarmi un pò. Come in queste ore di ozio e pigrizia.

Stasera, vado a dormire con un nuovo piccolo pensiero lontano, che nemmeno mi conosce, che nemmeno io conosco. Ripensando ad un fugace sguardo che oggi mi ha fatto tornare così leggera. Mille strade difronte a me. Mille scelte, mille speranze. Mille i percorsi. E un'idea. Volere è potere.


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martedì, 29 agosto 2006, 13:52
dedicato a


 

Cristiana_28_08_06 003Capita che quando non ti aspetti proprio nulla e parti così, un pò apatico e sconsolato, le cose diventano all'improvviso divertenti e troppo brevi. E dopo un pò di imbarazzo, la difficoltà di trovarsi in mezzo a diverse lingue, varie culture e vecchie conoscenze...sarà stata la salsa o forse la pizzica; sarà stata l'atmosfera del bosco e il profumo della carne grigliata; sarà stato il vino bianco dolce come piace a me; sarà stato un complimento sincero e inaspettato; sarà stata una confidenza così, in piedi in piedi, in mezzo agli altri "festanti", pronunciata con un pò di malinconia; sarà stata  la ricerca di uno sguardo comprensivo e amico; sarà stato l'affetto che all'improvviso ho riscoperto e manifestato come non mi era capitato altre volte; sic et simpliciter, in questa notte di fine estate, sono tornata leggera e serena. Grazie, Cristiana. Che questi 24 anni ti portino serenità. Ama te stessa, prima del resto. E Hakuna Matata.


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lunedì, 28 agosto 2006, 13:21
dedicato a, specchio, occhiali


Comunicare. Dire chi sono, dove sono, quello che penso. Esorcizzare le mie paure e raccontare le mie speranze. Lasciare messaggi subliminali o proprio molto eloquenti a lettori casuali ed improbabili o magari a persone reali e precise. Giocare a chi è più bravo e scrive meglio. Riempire un vuoto che a volte fa male. Svuotare un pieno - quello cerebrale - che a volte pesa molto più di 45 Kg. Giocare, con le mie seghe mentali. Rendere un gioco quelle vere e vere quelle che non ci sono. Conoscere. Imparare. Scoprire nuove persone e lasciarsi scoprire un pò. Perdere tempo. Comporre frasi come suonare il piano. Avere qualcosa da dire e non trovare le parole. Non avere nulla da dire e molte parole da ordinare. Costruire filtri. Indossare abiti vedo/non vedo-capisco/non capisco.

Io, blogger. Oggi con un nuovo valore per questa mia pagina web. Oggi, io che ho imparato a misurarla, a dipenderne a sufficienza, a starci lontana. Io, che mi guardo intorno e penso a quello che scriverò (a proposito, guarda qui: non sono l'unica malata!) e lo annoto sul mio moleskine. E scatto foto per pubblicarle.

Io, che mi auto-esalto, come dicono un pò di amiche. O magari cerco di costruire quell'autostima che, per ora, è ancora al piano seminterrato...

Io, che stamattina scrivo invece di studiare. Ma che sto bene. E sono allegra...stranamente molto allegra! Perchè scrivo, ed è come una terapia.  Forse, quella dello psicanalista che ancora non posso permettermi (ma se vi lascio delle coordinate bancarie potete versare qualcosa...).

Io, blogger. Magari un giorno scriverò un racconto.


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domenica, 27 agosto 2006, 13:17
elettrodomestici


E va bè. La domenica mattina con ospiti a pranzo uno non la può mica passare tutta in cucina! Così, dopo aver smazzato un bel pò (mi sono alzata prima delle 9.00 e non è poco!) con risultati che...vabè, lasciamoli giudicare agli ospiti...dopo essermi stressata alquanto a sentir ronzare i miei intorno...ecco che mi sono un attimino rintanata in camera mia, perchè, smazzando smazzando, e per la precisione preparando le melanzane a funghetto, mi è venuto in mente che...

Ho sempre avuto uno strano rapporto con la lavatrice. Posta lì sotto la caldaia nel retro-cucina, la ricordo così da sempre. Eppure pare che prima ce ne sia stata un'altra. Bah. Nutro profondi dubbi in merito. Comunque. Non sono mai stata in grado di usarla, sebbene mia madre mi abbia più volte dato le istruzioni. In effetti, a pensarci bene, lei non è una grande istruttrice, e salta i passaggi fondamentali (del tipo che a seguire alla lettera le istruzioni per la crema pasticciera verrebbe davvero solo un gran pasticcio, senza alcun ordine negli ingredienti e senza, ovviamente, la minima idea delle dosi precise...). Così, sono arrivata a 24 anni senza aver mai fatto un bucato se non con la sua assistenza. Che poi pare quasi miracolosa, così, tanto che in mezzo a quell'ingarbugliata cucina solo lei riesce a far magie (ammettiamolo pure, ho una cuoca d'eccezione...e allora non chiedetemi perchè sono così..diciamo..rotonda..) e a far venire fuori dei panni puliti. Certo, non tutto oro quello che luccica. E così, da una parte l'invecchiamento precoce dell'elettrodomestico, dall'altra l'invecchiamento - meno precoce, per fortuna  - della mamma, e la frittata è fatta. Ovvero: non potrò dimenticare mai le mie prime scarpe da ginnastica che, lavate con l'acqua calda, sono uscite a pezzi, con la suola staccata dal resto. Nè quella volta che ho deciso di usare la Coloreria, e la lavbatrice, capricciosa, non ha prodotto acqua calda...rovinando inevitabilmente il mio capolavoro di alta sartoria...Infine, per quanto riguarda la quotidianeità...bè, io non ho slip bianchi se non per un paio di volte dopo l'acquisto. Sono tutti grigino..... Il retro-cucina è stato semi-allagato per mesi prima che i miei decidessero che era arrivata l'ora di fare il funerale alla simpatica Candy, che, forse influenzata dai cartoni, non riusciva a trattenere l'acqua come Candy Candy non c'era puntata che non piangesse... 

E così, al mio rientro dalle vacanze, ho trovato una fantastica lavatrice con oblò gigante, e con libretto di istruzioni annesso. Me lo sono studiato e ora non faccio che sporcare vestiti per provare i diversi programmi che si possono fare. E mi è presa pure la fissa degli additivi: quelli in polvere non ci vanno, e in casa c'è solo - liquido - il Napisan, che è igienizzante sì, ma non profuma...e ora guardo tutti gli spot dei detersivi! E poi...la centrifuga...che - causa allagamento -mia madre non usava più con la bonanima Candy...insomma...la centrifuga funziona e i panni escono lavati, caldini (se hai usato l'acqua calda, si intende!) e semplicemente bagnati, ma non grondanti che poi ci vuole mezzo secolo per farli asciugare!

Ora, una domanda continua ad affliggermi: ma se in casa siamo in 3. Tre persone soltanto (abbiamo dei gatti, ma non usano vestiti)...Ma...un oblò così grande, una lavatrice per 6Kg di bucato...ma non sarà megalomania?!?!?!


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domenica, 27 agosto 2006, 10:43
gelato al cioccolato


Ecco...così per ridere un pochetto...seguendo i consigli di certi amici...e poi...è pure in Francese...sarà solo un caso? 


Le roi lion - akuna matata
Video inviato da cymru

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sabato, 26 agosto 2006, 13:01
specchio


Una sensazione leggera, uno strano nervosismo. Una paura sottile che vedo e non vedo. A tratti, una malinconia triste. Una smaniosa ricerca di aria e di allegria. Forse davvero questo è il mese più freddo dell'anno. Mi sento un pò persa in questo ritorno. Nell'attesa di fare un pò di esami con più paura del solito. Nell'attesa che cominci l'ultimo corso che ho da seguire. Nell'attesa di altro, forse, che so di non dover aspettare. In questo tempo mio non riesco a riconoscermi. Indosso i nuovi occhiali e mi guardo allo specchio. Non ci sono io. Non trovo la mia freschezza. Non trovo la mia voglia di sorridere. Ora, vorrei un pò essere coccolata. Mi tornano alla mente dei ricordi lontani e inevitabilmente ho da chiederemi se ho fatto le scelte giuste. Mi arrivano alla mente flash lontani della mia vita futura e sti cazzi che non si deve pensare al futuro...vivo ogni giorno ma l'ansia del domani non mi passa mai. E questo domani in una nebbiosa Parigi non lo so.

Oggi sto facendo i conti, e metto sulla mia bilancia forse non troppo equa - ma non so da che parte - i miei ultimi slanci e comincio a chiedermi cosa vale la pena, come sto imparando a fare in questo mio cambiamento. Ma..."E' dura abituarsi ad un nuovo modo di essere, che fa a cazzotti con quello che si era prima. A volte, scoppia la testa, perché non sai più chi sei ed in quale direzione devi andare e anche se senti di dover andare avanti, scandagliare il tuo nuovo io, conoscerti, amarti, è forte la tentazione di tornare indietro sul selciato già battuto. Ma questa paura…questa paura deve passare, perché non c'è niente di più bello che scoprire se stessi, mettersi alla prova, stupirsi e amarsi un po’. Io ancora non mi amo e non è sufficiente togliere "i sassolini dalle scarpe" per stare bene. Ho colpe che difficilmente mi perdonerò. Ho paure che non mi passano. Ho rancori che ancora bruciano. Ma guardo questo sole oggi e smetto di pensare. Lo vivo, perché tra poche ore può arrivare un altro temporale. " L'ho scritto pochissimo tempo fa, dopo un concerto, l'ho scritto per Rosaria. E lo rileggo, ma in questo momento, non ho voglia di guardare il sole. Preferisco leccare le mie ferite, coccolarmi un pò e cercare di far passare quest'inquietudine che, lo so, mi rende fragile e lascia il fianco scoperto ad altri attacchi. Non voglio attacchi, non voglio guerre, non voglio discussioni. Vorrei amarmi e sentirmi un pò più mia, oggi. Vorrei uscire ed essere sicura di me, qualunque cosa io abbia indossato. Vorrei uscire e sapere dove andare. O magari vagare senza meta serena. Vorrei che questi ormoni - perchè, si sa, alla fine è solo quello... - mi lascino un pò in pace. Vorrei...Ma non ci riesco. Oggi, non riesco a seguire la nuova strada e mi volto indietro. Ricerco il mio selciato già battuto che, però, mortifica il mio essere. Mia madre mi guarda e mi chiede perchè sono così inquieta e non vedo come sono bella dentro. Le rispondo che se fossi davvero così bella dentro...boh. Non so. Forse, e ritornano certi pensieri, è il mio essere nata triste che a tratti prevale. Forse, è che uno può cambiare ma il sostrato, il midollo, quanto di più interno c'è in noi rimangono, e non passano in questo fluire continuo del mondo, preso solo da se stesso. Forse. Ma no, io non ci sto. Io posso essere più forte del mio sostrato. E continuare a camminare per scoprire nuovi orizzonti. Ora, stranamente, sorrido.Pollino Music Festival


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sabato, 26 agosto 2006, 02:29
specchio


Molto da dire non ce l'ho in questi giorni. Sono piuttosto introspettiva e riservata. E molto riflessiva, come dice Nicola una sera ad Accadia. Così penso rimugino immagino sogno temo, ma lo tengo tutto per me.

Giando&Gerry_25_08_06 (1)Solo una cosa voglio raccontare, attraverso una foto. Voglio raccontare di una sera, nata così proprio per caso, coccolata da due cugini che mi hanno gentilmente riempito il bicchiere versando dal loro... Ecco, questo il buono della famiglia.  Che, poi, come il resto, dice che "l'essenziale è invisibile agli occhi" (A.de Saint Exupery)....


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giovedì, 24 agosto 2006, 15:21
report


Minchia ma le massaie come fanno? Sono in casa da poche ore e già sono esaurita. Eppure, mia madre, pensavo, è una buona donna di casa. Ma è così disordinata! E se da grande divento come lei?! O maronna che esaurimento!

Vado. Ho l'origano da ridurre in polvere per le mie insalate. E poi da lavare i panni (i panni sporchi estivi), imparando, peraltro, ad usare la nuova lavatrice, stirare, sistemare camera. Uscirà qualcos'altro?! Aperitivo col cuginetto perugino


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giovedì, 24 agosto 2006, 03:31
specchio


Pensieri. Pensieri in disordine, senza una cronologia, senza altro schema. Questo, il mio racconto di un agosto denso.

Parto, e nel cuore c'è una cosa che voglio più delle altre, ed è ascoltare una canzone dal vivo per vedere che effetto mi fa. Il senso lo colgo comunque, anche se gli Après la classe non la suonano per me. Lo colgo mentre vivo questi giorni strani, nel back-stage di un festival così per caso, comprando cartoline che non ho spedito, fotografando feste e vicoli di paeselli che non conosco, godendo di un cielo stellato così sereno che non l'avrei sperato, respirando una strana energia che mi ributta dentro la solita tristezza e mi fa dare un sorriso al niente, comunque sia andata, sbirciando negli occhi delle persone alla ricerca di qualcosa da carpire, senza mai capire, e sentendomi di troppo. Cerco un senso nelle mie azioni e mi chiudo in me e non mi lascio più andare. Mi confido e poi mi allontano. Mi riavvicino, mentre intanto il sole si è alzato. Lenti a contatto che bruciano davvero. O a tratti sono solo una scusa e piazze piene che cantano e non ti guardano eppure ti senti osservata. Altri sguardi, che ti incantano e ti spaventano. Orizzonti che si aprono e porte che io chiudo. Zanzare che mi mordono e mi tormentano e cavallette che entrano nelle tende.  Stupore, per le stelle che ho contato e i tramonti - e le albe - che ho vissuto. Stupore per i paesaggi incantevoli. Boschi e montagne, campi ancora gialli e campi già pronti per l'aratura, vicoli strettissimi e paesini ricostruiti solo in parte. Strade ripide e freni sgangherati. Nervosismo e voglia di sbottare. c'è chi sbotta, c'è chi non lo fa. e' questione solo di carattere. e' un modo di fare. Ballare, così senza pensieri. Rubare tanti scatti. Mangiare due yogurt su un gradino. Tre, certi numeri. Avere voglia di casa e messaggiare con due amiche lontane. Riflettere, troppo. E desiderare di essere bendata, per provare un gioco nuovo. Entrare in un forno all'alba e sentire il profumo del pane e il caldo del forno che ti riempiono l'anima. Ascoltare storie di guerra e miseria da chi l'ha vissuta, e l'ha scampata. Giocare con qualcuno e, alla fine, sentirlo anche vicino. Mandare un bacio con tramite, perché lo hai lasciato a metà e ti dispiace.  Scoprire che basta poco per parlare. Scoprire la voglia di star sola a pensare. E non parlare.

Seminare, e a volte cercare un raccolto. Avere chi ti vuole bene ma a volte ti rompe i coglioni. E chiedersi se invece è chi ti rompe i coglioni che poi, a volte, ti vuole bene. Non lasciarsi capire, lo so, non aprirsi, non permettere a nessuno di avvicinarsi. E chiedersi quanto vicini arrivano e quanto vicini vogliono arrivare. Continuare a mettere le persone alla prova. Prova di che? poi, parlare con chi ti conosce così poco. Vedere la luce del giorno insieme forse basta? È solo che, parlando di te, pensi di creare un filo che magari non c'è. Ma del tuo sguardo così non ne approfitti, civetti solo un po’ e poi smetti. Giochi a fare Lolita ma Lolita non sei.Ascolti consigli che chiedi e pareri espressi così, che nemmeno volevi. Ti domandi se stai affidando la tua vita a chi, invece, non sa che sta prendendo una responsabilità così, oppure la vita fa il suo corso e un sms inviato o non inviato non faranno la differenza.

Guardi nell'obiettivo che da sola punti verso di te. Vedi i tuoi occhi da orientale, che cambiano colore se c'è il sole, se c'è il mare, se ridi o se piangi. E che guardano un orizzonte senza nuvole che oscurino il tuo cielo.

Torni a casa, dopo questo viaggio. E quello che hai da raccontare, stasera, è che ti senti una duna, che vaga nel deserto senza pace. Questo il senso, al di là delle battute? Gli Après la classe continuano a parlare per me.

 

Vien avec moi Suona lontano un’armonica malinconica Che fa… E la luna e le stelle Saranno più belle su questa città Vien avec moi il solo dono di una musica Magica, sperando Che felice ti farà

No non si può fermare la musica È come il sole che ti illumina Come il fiume và al mar bisogna lasciarsi andar parentesi in musica da qui si aprirà.

sopra un’isola deserta senza alcun tipo di legame con la tua vecchia realtà e correre tutta la notte sulla spiaggia

verso la luna e non pensare a quel passato di realtà lontana senza rumori di città… e poi, restare per ore ed ore ad ammirare tutte le stelle della notte la luna e la sua libertà felice come non lo sei mai stato senza rumori di città

Qui non si sente mai nessuno Qui c'e bisogno di qualcuno Qui c'è bisogno del bisogno del futuro

LIBERO LIBERI LIBERA COME IL CIELO E' DI NESSUNO NON IMPORTA ESSER QUALCUNO VORREI VOLARE DENTRO QUEL SOLE PERSO NEL VENTO DELL'ISTINTO NATURALE RESPIRANDO PIANO TRA LE LUCCIOLE CHE COME STELLE, IL RICHIAMO DI UN'ALTRA CITTA' COME CALA LA LUNA SENTO LA MUSICA FORTE BATTERE PER ME PERCHE' QUESTO L'ISTINTO E' SMARRISCO E ANCORA MI STUPISCO ABBANDONANDO OGNI SENZO VIVO ALLA MIA LIBERTA'

TRA LE CURVE E LE ONDE VELLUTATE LA VOGLIA ASSAI MALATA CHE TREGUA NON DA

 

Tremo nel vento come un'ultima foglia di un albero spoglio Non un motivo non c'è di agire in silenzio perché non ho più paura di te dei tuoi silenzi di quello che pensi Cade una lacrima Ho solo paura d'amare e ancora una volta di farmi male


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mercoledì, 16 agosto 2006, 17:58
specchio


Rifaccio la valigia. O meglio. l'unico zaino che mi hanno concesso di portare...Sono pronta ad un nuovo piccolo viaggio. Un altro festival lucano.

Sono felice. Ho la mia fotocamera con le batterie cariche. Ho un'amica che sta per arrivare qui, e ho un piccolo cadeau per lei. Ho un'amica in Siclia, forse un pò giù, come mi è sembrata stamattina. Ho ritrovato un'altra amica, ad Oppido Lucano, che per ora si diletta con letture impegnate nell'attesa che le arrivi la lettera che ho spedito giusto stamattina.

Ho un pò di attese per questo viaggio. Più di altro, forse, il desiderio forte è di sentire dal vivo una canzone. Capire, mentre l'ascolterò, cosa provo. Vorrei sapere perchè. Après la classe.

  Ho solo paura d'amare e ancora una volta di farmi male...

 Ah...dimenticavo...Felice compleanno alla bella Federica e buon onomastico a superPada e a Tanica..


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mercoledì, 16 agosto 2006, 01:53
report


 Non immaginavo che la città fosse così affollata oggi, e invece, attraversandola in lungo e in largo, oggi, ho incrociato tante macchine. Eppure, sono riuscita ad esserne la padrona che volevo, l'ho guardata, calpestata, fotografata, registrata, commentata…io oggi l'ho vissuta. E l'ho amata.

tonyE poi. Poi una sera, a cena con lo zio  - o l'ozio, che dir si voglia -. Il mio zio preferito, quello a cui assomiglio - dicono - a contendermelo con due adorabili gemelline che hanno occhi solo per lui. E a chiacchierare di storie amene con una persona adulta che mi affascina molto. Potrebbe essere il mio mentore, il nonno che non ho conosciuto. E che di tanto in tanto - con una frequenza di circa quattro mesi, dice lui -attraverso i suoi racconti mi permette di riflettere sulle mie scelte, sulle mie convinzioni.

Oggi è stato strano. Oggi è stato un giorno d'amore tutto per me.


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martedì, 15 agosto 2006, 11:26
elettrodomestici


 Già l'ho detto altrove: il frigorifero fa parte del sogno americano. Eh sì, chi non ha mai immaginato una cucina con l'isola in mezzo e il frigo con il succo di frutta nei contenitori che tipicamente in Italia sono destinati al detersivo? Bè, io l'ho sempre immaginato. E d'altra parte avevo pure la cucina di Barbie che contribuiva ad alimentare questo sogno. Ancora oggi, che i miei si stanno decidendo per comprare la cucina, io mi trattengo dal dire loro di farla così, buttando giù un muro e allargandola in modo da poter mettere l'isola. Anche perchè questa casa così grande non ci serve poi a molto, e possiamo pure decidere di eliminare alcune stanze, non se ne soffrirebbe.

Ma più della cucina, l'elemento fondamentale è il frigorifero. Alluminio, con sopra le calamite, che tengono fermi gli appunti sulla spesa e sulle ultime telefonate ricevute - magari col telefono appeso alla parete, come si vede in buona parte dei telefilm americani, tipo Genitori in blue Jeans - . E dentro…Bè, dentro io vorrei che ci fossero tutti quei contenitori di plastica - tupperware, tipo - ben impilati, con i colori abbinati in modo logico - ovvero, gialli per i formaggi, verdi per le verdure etc etc. - e tutto sia semplice da prendere, senza dover cacciare ogni volta mezzo frigorifero per trovare quello che serve. E poi, assolutamente tabù le carte della salumeria - non si può capire quanto io le odi - ma piuttosto tanti contenitori di vetro in cui conservare ben stese le fette di prosciutto crudo e mantenere intatto l'aroma della mortadella senza che lo prenda, in sua vece, il latte aperto. Assolutamente tabù anche i rimasugli. In effetti, preferirei che gli invitati si sgozzassero piuttosto che dover conservare per secoli delle vivande preparate espressamente per loro. Da cui, ovviamente, lo scontro con mia madre, che è totalmente incapace di cucinare per il numero di persone che ha invitato, ma ogni volta prepara per un reggimento. E la frutta. Io lo capisco che l'anguria, una volta affettata, perde il sapore. Ma tenerla lì come la tiene mia madre…Me la mangerei, pur di non vederla, giuro! E l'acqua: ma perché nessuno si ricorda di rimettere una bottiglia almeno ogni volta che ne finisce una? L'acqua calda non la sostengo proprio!
Un po’ impicciosetta?! Eh sì, lo sono. E mentre penso a come impilerei le confezioni, mi viene in mente una scena de "La finestra di fronte": Giovanna, esaurita forse più di me - il confine è dato dalle sigarette che io, per il momento, almeno, non fumo - ha addestrato la figlia a mettere in un certo modo i detersivi per risparmiare tempo…
Ma tranquilli tutti: non ho intenzione di trovar marito, e, di conseguenza, diventare una isterica mogliettina. Piuttosto, perfetta casa da single.Qualcuno, a questo punto, lo so, lo so che direbbe che ho proprio bisogno di una scopata…(per inciso, la stessa cosa che l'amica di Giovanna le dice per tutto il film "Se lo fai bene, fa anche bene"!)

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martedì, 15 agosto 2006, 10:54
report


E che cavolo...Stare a casa già sveglia a quest'ora e non avere nessun programma...Se non il pranzo a casa di mia zia, che, poichè è Ferragosto, è probabilmente peggiore di tutti i pranzi della domenica messi insieme. Non ho molto da raccontare stamattina, se non che ho passato una nottata infernale con il maledettissimo dolore alle gambe che ancora non mi passa e che, diciamolo pure ora che mia madre non sente, comincia a farmi preoccupare.

Sì, perchè la realtà è che io sono una gran fifona. E anche se faccio la tosta e dico a mia madre che deve smettere di preoccuparsi e che non è necessario vedere alcun medico e prendere alcun medicinale...la realtà è che in questo momento se fossi in un'altra città, indipendente e autonoma, prenderei l'auto e andrei al pronto soccorso. Perchè ho paura.

E che si può fare? Bisogna sdrammatizzare. E così, oggi ho pensato di fare queste cose:

  1. Cominciare a leggere i testi consigliati per Riqualificazione Urbana. PASSIONE!!! (avendo ieri notte finito l'altro che stavo leggendo, a cui pure voglio dedicare 2 righe)
  2. Andarmene in giro per la mia Potenza, assoluta padrona, a scattare le foto che documenteranno il documentario che ho in testa e che ovviamente sarà pubblicato sul blog.
  3. Stendermi ancora un pochetto al sole, che comincia a fare effetto. Ehi, non nel senso che mi sono presa un'insolazione e ora vaneggio...Solo nel senso che sono un poco colorata!!!
  4. Cominciare una nuova rubrica sul mio blog...
  5. Tanto per essere più "comoda" oggi mi metto le scarpe alte! Approfittiamone ora, che l'inverno è alle porte!

Nel frattempo, due righe sul libro che ho letto: si tratta di "Le ore", di Michael Cunningham, libro da cui è stato tratto il film, "The Hours". Comunque, vincitore di un paio di premi non da poco  - Pulitzer, per intenderci, in primo luogo - è un libro strano. Dopo la prima pagina pensavo che non avrei continuato. Troppe descrizioni dettagliate, molto belle, ma che io non amo. Tuttavia, all'improvviso, una frase mi ha colpito e mi sono innamorata a tal punto che ieri ho deciso di finirlo, costasse quel che costasse. E ne è valsa la pena! Sono le storie incrociate di donne diverse, appart