domenica, 01 novembre 2009, 23:56
dedicato a, specchio


 Mi sottraggo alle conversazioni, detesto le domande, evito di dare risposte. Abbasso lo sguardo, gioco con le doppie punte. Arrossisco, curvo le spalle, cammino sbilenca. Forse sono soltanto sintomi della mia misantropia e della mia incapacità di stringere e mantenere rapporti normali. Me lo chiedo un pò da sempre, con un pò più insistenza di questi tempi, mentre le amiche di sempre sfuggono, sembra, per sempre, lasciando un vuoto ed un silenzio che non so colmare, e l'incapacità di reagire, e la tristezza delle certezze e dei sogni che crescendo cambiano forma e perdono bellezza, ed altre amiche ritornano, piene di vita e di eventi, in grado di scuotere un pomeriggio con una telefonata che stupisce perchè no, non ci sono abituata. E così provo a sforzarmi di raccontare anche le cose stupide, anche quelle banali, tipo che quella t-shirt costava troppo e che ho cucinato le polpette di melanzane, e sono contenta di riuscire a farlo e penso che forse dovrei addomesticarmi di più, ma è faticoso, è difficile, e soprattutto ho troppa paura che non porti risultati. 

Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)




giovedì, 15 ottobre 2009, 00:10

Ora, senza addentrarci troppo nelle questioni, io porrei giusto un attimo l'attenzione sul nodo complesso del Gallitello*.
Dopo mesi e mesi di estenuanti lavori (e lotta contro i vigili e i segnali - la direzione obbligatoria, questa sconosciuta! - ) ecco che finalmente anche a Potenza approdano le mega rotatorie, simbolo di un traffico civile e scorrevole, elemento di mitigazione dello smog da sosta degli autoveicoli, metafora del continuo girotondo senza una meta.
'Ste rotatorie so' talmente belle che la gente pensa ci si possa fermare a fare un picnic. Già. E poi...troppo ordinate, prima di impegnarle, bisogna fermarsi a chiedere il permesso. Già.
Si si, il traffico è migliorato, ehhhhhhhhhhh
Il nodo complesso del Gallitello. Già. La complessità è nel capirlo, 'sto nodo.

* Dicesi Gallitello torrente potentino, affluente del Fiume Basento. Dal suddetto torrente prende il nome una lunga strada pianeggiante che lo costeggia (e che gli ruba spazio). La suddetta strada è da alcuni anni scenario di trasformazioni urbanistiche rilevanti, che hanno elevato il suo rango a quello di "strada commerciale". Il numero di macchine che vi transita e parcheggia selvaggiamente ovunque sia possibile ha richiesto l'accelerazione del processo di trasformazione delle infrastrutture, allargando il raggio alle arterie confluenti. Questo ha determinato il tracollo del traffico potentino.

Permalink * commenti * commenti (popup)




mercoledì, 14 ottobre 2009, 23:57
specchio, bloggers, conneries, cliché


Stasera ci ho la lacrimuccia facile, che il film mi commuove, la pubblicità pure, e quasi quasi pure la mozzarella (che in effetti era proprio saporita).
In realtà, al di là dello squilibrio ormonale causato dall'assenza di zuccheri e chocoelementi nel mio organismo, da cui deriva direttamente l'emozione per la mozzarella, sono giorni in cui sono facile all'emozione, ecco.
Così, mentre mi preparavo alla notte, stavo per aggiornare il mio stato di facebook per esprimere questa angosciante verità, e mi sono resa conto che no, non era quello lo spazio più adatto, ma questo.
Si, vero, non trovo mai il tempo, o forse gli spunti e gli stimoli, per bloggare qualcosa di interessante, ma in fondo non è scritto da nessuna parte cosa è o non è interessante. In questo momento per me è interessante il mio stato d'animo, e soprattutto, è il modo più semplice, questo, per lasciare tracce certe allo psicanalista che prima o poi dovrà cimentarsi con l'anamnesi della mia mente :D

Permalink * commenti (5) * commenti (5)(popup)




venerdì, 09 ottobre 2009, 17:14
specchio, occhiali, leggendocondivido, da grande


Penso sempre che ogni cosa durerà in eterno, ma non è mai così.

In realtà, niente esiste per più di un istante,

tranne ciò che custodiamo nella memoria.

Cerco sempre di conservare dentro di me ogni momento

- preferirei morire piuttosto che dimenticare.

Firmino, Sam Savage, Einaudi 2008


E così, mi sono svegliata e ho realizzato che è passato un anno dalla mia laurea. Mi sono guardata indietro, ho cercato i cambiamenti, ho ripensato alle mie ambizioni. Mi sono detta che forse devo moderare il tiro, abbassare un po’ la posta, lasciarmi andare, ed aspettare. Ma visto che le cose non durano in eterno (e me lo ricordava stamattina Firmino a colazione, proprio mentre leggevo le ultime pagine), non si può aspettare. Ed al di là della voglia di mantenere i ricordi e mai dimenticare, oggi mi dico di non abbassarla quella posta, ma di tenerla alta e di stancarmi per raggiungere quegli obiettivi pretenziosi ancora un po’ indefiniti, forse, ma che giorno dopo giorno, mentre il mio modo di vedere le cose cambia e si trasforma, e le mie convinzioni sono in discussione (…), diventano più concreti.


Permalink * commenti (1) * commenti (1)(popup)




lunedì, 21 settembre 2009, 11:51
specchio


...UPDATING...
...UPGRADING...

Permalink * commenti * commenti (popup)




martedì, 07 luglio 2009, 21:10
tecnologia, specchio, travelling


Avevo tra le mani la stampa di una mappa da Google Maps, che, fedele, ci ha aiutato nel percorso. La guardavo, leggevo le indicazioni, tutto perfetto. Quanta fatica, però, da quel foglio di carta, stampato in bianco e nero, riconoscere i territori che attraversavamo, e che ci continuavano a stupire, belli, quasi infiniti.
Sentivo il desiderio di sfogliare una mappa vera, una carta, un insieme di carte, di segnarle, con la matita, di definire il percorso così, poggiati sul cofano dell'auto, l'aria fresca, una sigaretta in mano.
Forse antigeek mentre mi rifiuto di farmi piacere tom tom e aggeggi simili, mentre resto molto affascinata dal potere della neogeography, non posso smettere di amare l'odore della carta.
Oggi, ho comprato un atlante stradale e mi sento felice

Permalink * commenti * commenti (popup)




lunedì, 29 giugno 2009, 19:59
conneries


Apro contenitore per lenti a contatto, parte sinistra. Giustappongo lentina sinistra. Riempio di soluzione. Richiudo. Apro contenitore per lenti a contatto, parte destra. Riempio di soluzione. Richiudo. Ripongo su mensola e mi allontano dal bagno. Poi noto qualcosa di strano nella vista.

Permalink * commenti * commenti (popup)




lunedì, 11 maggio 2009, 21:23
donne, dedicato a, specchio, da grande


Il treno corre veloce, attraversa l'italia verde verdissima, passa accanto al mare. La gente si alterna intorno a me. Mi raccolgo su me stessa, infreddolita, l'aria condizionata è troppo forte. Leggo, tutto il tempo, con lo zelo necessario per arrivare alla fine del viaggio con il libro finito. Mi fermo a pensare al mese che mi aspetta, forse troppo denso di cose. Mi fermo a pensare ai mesi trascorsi, al punto scelto per poggiare i gomiti sul tavolino e fare i conti.

Leggere, partire, osservare il corridoio e, a tratti, creare un nido. Nuovi contatti, confrontarsi. Scoprire le cose belle che si possono fare, ed i kilometri e le attese. Un nuovo strano ed atipico desiderio di progetto, prendere le misure e disegnare. Condividere momenti difficili ed annusare odori che non si vuole mai più percepire, avere pazienza, e non vedere l'ora.

Stringere alleanze,potrebbero essere svolte, patti veri, e allora bisogna crederci, ed essere sempre sincere. Chè siamo romantiche, e vogliamo investire nei sogni, e nella forza.

Sentirsi dire a notte inoltrata che ora che sei una brava persona, puoi continuare ad esserlo, convenire che forse è questo crescere.

Arrivare, poi partire ancora, con fatica, ma senza stanchezza.



Permalink * commenti * commenti (popup)




martedì, 21 aprile 2009, 19:04
dedicato a, specchio


Ci sono cose che non pensavi di poter mai fare.

Ci sono idee che, così, ti passano un attimo per la mente e volano dalla finestra.

Ci sono sogni, speranze, tempi che aspetti che arrivino ma non cammini nella giusta direzione per incontrarli.

Poi,  capita che condividi l'idea, manifesti il sogno, ti permetti di fare delle cose.

Un gioco, solo un gioco. Riflettere, divertirsi, stancarsi e capire.


Quando succede, con la forza di due, che è meglio della forza di uno, allora pensi e speri di poterlo far succedere ancora.


Permalink * commenti * commenti (popup)




mercoledì, 01 aprile 2009, 09:55
specchio


Il tedio mi assale. La pigrizia mi vince. Il tempo che fugge e i chilometri che percorro. Rifletto. Sono cambiata, è vero, non è più come una volta, quando due settimane prima del mio compleanno ero già in festa, felice di essere protagonista per un giorno, prepotente nell'attirare l'attenzione e ricercare la compagnia. Sono cambiata, è vero, non ho più voglia di aspettare il mio compleanno, sono triste al pensiero di dover partecipare alla farsa di famiglia in cui sono falsamente protagonista e mi sento un'estranea. Vorrei potermi sentir libera di dire ai miei, solo a loro, di andare a cena fuori, ma poi farei fatica a riempire il tempo di conversazioni, omertosa come sono con loro.

Ieri uno slancio di buona volontà mi ha condotto al supermercato, ho scelto le candeline, ho pesato le melanzane. Poi ci ho ripensato, ho  aperto le buste e ho rimesso le melanzane scelte nelle cassettine, sono passata per l'uscita senza acquisti con il carrello vuoto, che strano, ho vagato un po’ per la città, e per inerzia mi sono trascinata in libreria dove, finalmente, ho trovato un po’ di serenità. Forse l'idea di strisciare la carta e spendere soldi - a prescindere dal modo - forse i libri che ho scelto, ma ho cominciato a sentirmi un po’ più serena di fronte a questa nuova consapevolezza del cambiamento. Che poi, non è che in assoluto io voglia ignorare il mio compleanno, è solo che mi affligge il pensiero di non trascorrerlo completamente serena. Quali pensieri mi turbano? Più di altri, le considerazioni sulle persone. La mia incapacità di confrontarmi, il silenzio in cui mi chiudo, l'apatia con cui evito gli eventi mondani, l'inutilità della discussione e il dramma dello scoprirsi diversi. Le idee che ci dividono, il non aver voglia di confrontarci, le strade che si separano e ci portano lontani, e poi ci guardiamo e rimane il silenzio.

Intanto, con gli anni che compio, i miei che invecchiano. Io che comincio a lavorare, e la loro pensione in agguato dietro l'angolo. Mia madre, così giovane ancora, lei che insegna e finalmente è in pace con i suoi bambini, tra i cartelloni e le letture, lei che ogni volta dimentica la destra e la sinistra, e che con ingenua spontaneità non può non avere feeling con quelle creature. Lei, che ha lavorato tutta la vita, ora costretta a lasciare la scuola, lei che, ne sono sicura, è uno dei pochi individui che ancora meritano il diritto di fare scuola, e mentre con rammarico ed amarezza mi racconta le sue delusioni, si fa forza e trova speranza e cerca di insegnarmi quali sono le cose importanti della vita. Chiede dei nipoti, per riempire il suo tempo e costruire la mia vita, e guarda le mie foto, e mi dice che sono bella.

E la luce della sera è serena dalla mia finestra

 



Permalink * commenti * commenti (popup)




martedì, 31 marzo 2009, 09:13
specchio, bloggers


Ebbene, ho riflettuto ed ho osservato come la mia astenia nel fotografare cose ed eventi fosse diventata inerzia nel rinnovare perfino il mio account flickr. Poi, ad un certo punto, ho deciso di tornare, che mancassi o meno a qualcuno, e così mi appropinquo al mio compleanno con una rinnovata voglia di fermare le cose intorno a me e raccontarle così come le vedo :)


Permalink * commenti * commenti (popup)




mercoledì, 11 marzo 2009, 10:35
tempi moderni, potenza, occhiali, intolleranza


Ieri sera, tornando a casa, l'occhio mi si è posato su una nuova scritta su un muro. Molto precisa, contorni netti, ben allineata. Contenuto perfettamente comprensibile. C'era (e c'è) scritto:

"SOCETA' SENZA DIGNITA'"

UPDATE: Aggiunsero la I, in uno spazio strettissimo, con un colore diverso, che, peraltro, colò giù per il muro!

Permalink * commenti (1) * commenti (1)(popup)




martedì, 10 marzo 2009, 20:00

Tutto cominciò quando, all'improvviso,si accendeva con lo schermo nero. Lunghi periodi di questo sintomo inesplicato, e al momento di farlo vedere, sintomo scomparso. Ora da un sacco di tempo non si manifesta ( e speriamo continui a non farlo).

Poi cominciarono i contatti: prima il tasto R poi le casse. ll tasto R oggi funziona, le casse no!

 L'alimentazione: i contatti anche al cavo. Cercando contatto, appunto, il cavo si è incendiato. La batteria era attaccata, e da allora, con il nuovo cavo, spesso va in conflitto, per cui, QUANDO IL PC E' ACCSO, O LA CORRENTE, O LA BATTERIA. Se insieme, il pc potrebbe spegnersi all'improvviso misteriosamente.

Veniamo all'ultimo sintomo: la (probabile) ventola. Il pc, da un po' a questa parte, all'avvio crede di essere un trattore, o una mucca, o qualunque cosa che fa molto molto molto rumore (che non si può lavorare).  
Ci saranno gli spiriti dentro?


Permalink * commenti * commenti (popup)




sabato, 14 febbraio 2009, 20:00
specchio


Forse è vero che io non riesco a parlare, ad aprirmi, forse sono vere le accuse che amiche più o meno lontane talvolta mi muovono, e che si riflettono nelle continue richieste di mia madre di raccontarle della mia vita, con me che sfuggo perfino ad i regali che le faccio, lasciandoli in improbabili posti e in improbabili momenti, come, bè come se fossi una dura dal cuore tenero.

Forse è vero che fatico a raccontare di me e arrossisco di fronte ai miei migliori racconti ed è vero perfino che non amo fare conversazione con gli amici di amici, mentre a volte sono logorroica con perfetti sconosciuti ai quali non racconto la mia vita, ma mi rivolgo presumendo che possano seguire il filo logico-illogico dei miei pensieri

Forse è vero che è scorretto rimanere in silenzio quando invece devo delle spiegazioni e sfuggire le ragioni che mi muovono e perfino gli appuntamenti quando mi annoiano ma non ho il coraggio di affermarlo.

E forse è vero anche che è scorretto tacere di fronte al confronto, alla discussione che si innesca a tavola, quando i commensali la pensano diversamente da me, e mi provocano anche ma no, non riesco a dire la mia.

A mia discolpa, solo il fatto, inconfutabile, della mia presenza costante e sincera ed affettuosa nella vita di queste persone che no, a volte non ritengo in grado di capirmi, con cui a volte non voglio discutere, che in generale hanno poco accesso ai miei pensieri. Ma che tuttavia possono, se voglio, leggermi nelle chiare manifestazioni del corpo.

Solo un problema di linguaggio, dunque?


Permalink * commenti (3) * commenti (3)(popup)




venerdì, 13 febbraio 2009, 09:28
uomini e donne, occhiali, conneries


Nulla da fare.
Riflettevo sul fatto che le lezioni di fitbox non sono sempre uguali, quando all'improvviso, tra un calcio e un pugno, mi sono guardata intorno ed ho capito: ad essere tutte donne, come ieri sera, ci si diverte di più.

Permalink * commenti * commenti (popup)